La donna – che aveva ingerito funghi raccolti dal marito, tra cui la velenosissima Amanita Phalloides – rischiava la vita a causa di una necrosi epatica acuta. La disponibilità di un fegato compatibile e la tempestività dell’intervento hanno consentito di evitare il peggio

Una donna di 57 anni è stata salvata grazie un trapianto di fegato in super urgenza nazionale all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. La donna giovedì scorso aveva mangiato funghi raccolti dal marito. Tra questi c’era anche l’Amanita Phalloides, una specie velenosissima e, se ingerita, potenzialmente mortale.

La coppia la notte di venerdì è stata trasportata all’ospedale di Chivasso. Da li il trasferimento della signora presso in Rianimazione e poi presso la Terapia intensiva dell’ospedale Molinette, nella giornata di domenica. Le sue condizioni, infatti, erano peggiorate sensibilmente.

Lunedì, dopo tutti gli accertamenti e gli approfondimenti la paziente è stata trasferita nella Rianimazione 2 ospedaliera, ma soprattutto é stata inserita in lista d’attesa trapianto in super urgenza nazionale per insufficienza epatica acuta.

Da quel momento, secondo i medici, avrebbe avuto massimo 48 ore di vita se non fosse arrivato un fegato compatibile da trapiantare.

Grazie al Coordinamento regionale trapianti piemontese, nella notte tra lunedì e martedì si é reso reperibile un fegato proveniente da un uomo deceduto in un’altra regione italiana. L’indomani, con una corsa contro il tempo, é stato effettuato un lungo e complicato trapianto di fegato, durato circa 8 ore. L’intervento è stato realizzato dal professor Renato Romagnoli, direttore del Centro trapianti di fegato, in collaborazione con il dottor Francesco Lupo.

L’operazione è tecnicamente riuscita e ora la paziente è ricoverata in terapia intensiva, in fase di recupero. Il marito, invece, rimasto all’ospedale di Chivasso, presenta un lieve danno epatico e un danno renale acuto.

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