Presentato in Senato un disegno di legge per intervenire sul fenomeno della medicina difensiva superando la distinzione tra le tre matrici della colpa lieve di imperizia, imprudenza e negligenza

Un disegno di legge per colmare le lacune dell’interpretazione della legge Gelli-Bianco sulla responsabilità penale colposa dei medici, intervenire sul fenomeno conseguente della cosiddetta medicina difensiva con abuso di farmaci e di esami clinici, restituire serenità ad un’intera categoria e tutelare al meglio i pazienti.

La proposta è stata depositata al Senato dal parlamentare del PD Gianni Pittella, con le firme di Valeria Fedeli e Francesco Giacobbe.  Il ddl, composto di un solo articolo, dispone che “l’esercente la professione sanitaria che, nello svolgimento della propria attività, si attiene alle raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge, ovvero, in mancanza di queste, alle buone pratiche clinico — assistenziali, non risponde penalmente per colpa lieve, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida o buone pratiche risultino adeguate alle specificità del caso concreto”.

In questo modo si supera la distinzione tra le tre matrici della colpa lieve di imperizia, imprudenza e negligenza, che ha comportato l’inefficacia della legge.

Il disegno di legge – spiega Pittella –  non incide sulla responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria e non intacca dunque i diritti degli assistiti. Nasce invece per contrastare la medicina difensiva, posta in atto dai medici per difendersi dall’eccessiva esposizione giudiziaria attraverso il ricorso a esami e approfondimenti che pesano sul Sistema sanitario nazionale e che possono rallentare le cure.

Pittella ha fatto sapere che chiederà al neo presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, Stefano Collina, di calendarizzare la proposta di legge nel mese di marzo e avviare quindi la discussione sperando che prima della pausa estiva lo si possa deliberare in Senato per poi proseguire il suo iter alla Camera.

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