Due anni per l’uomo che ha aggredito un medico il 17 febbraio del 2017 proprio mentre il sanitario lo stava visitando. I fatti erano avvenuti alla Asl di Biella
Si parla ancora di violenza sui sanitari, ma questa volta c’è una condanna, e si è fatta giustizia per il medico picchiato mentre visitava un paziente lo scorso anno, a Biella.
Alla Asl cittadina, il 17 febbraio del 2017, un medico stava visitando un 23enne nell’ambulatorio di salute mentale.
Proprio nel corso della visita, il giovane, affetto da problemi mentali, avrebbe scagliato un pugno fortissimo contro il medico.
Ebbene, adesso, al termine del processo con rito abbreviato che ha permesso di ottenere uno sconto di pena, Marco Gigliotti, 24 anni, di Ronco Biellese (difeso dall’avvocato Pietro Barrasso), è stato condannato a due anni.
Ad aprile, in seguito ad un provvedimento firmato dal giudice delle indagini preliminari, il giovane era stato arrestato dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria al comando del maresciallo Tindaro Gullo.
Nella giornata di ieri, poi, il 23enne è arrivato a Palazzo di giustizia accompagnato dai poliziotti penitenziari del carcere di viale dei Tigli. Per lui era stata avanzata la richiesta di arresto dal sostituto procuratore, Mariaserena Iozzo.
Il motivo era stato l’aggravamento delle condizioni di salute del medico con la prognosi che era passata dagli iniziali trenta giorni a 54 giorni. Questo aveva trasformato l’ipotesi di reato in lesioni gravissime.
Il medico picchiato mentre visitava un paziente aveva infatti riportato danni piuttosto seri.
Non solo la frattura di uno zigomo, ma anche una lesione all’occhio per ridurre la quale si era reso necessario un intervento chirurgico all’ospedale “Maggiore della Carità” di Novara.
Il magistrato quindi ha deciso di indagare più a fondo, ascoltando le parti in causa e ricostruendo quella giornata di follia.
Il giovane psichiatra era stato aggredito dal paziente di 23 anni che stava visitando durante la procedura per l’applicazione di un “Trattamento sanitario obbligatorio”.
Il trattamento viene adottato in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento da parte del soggetto che, nello specifico, non era gestibile.
Al punto che, come emerso, prima di aggredire il medico aveva picchiato il padre, presente in stanza.
Leggi anche:
AGGRESSIONI CONTRO I MEDICI. SMI: ‘OSSERVATORIO, BUONA NOTIZIA’




