Il camice bianco è stato ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo e aborto colposo per il decesso di una donna morta all’ottavo mese di gestazione

Il Tribunale di Milano ha condannato a 4 mesi di reclusione (con sospensione della pena) un medico di turno di una struttura sanitaria privata del capoluogo lombardo, finito a giudizio per omicidio colposo e aborto colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di una 40enne morta all’ottavo mese di gestazione.

La vicenda risale all’ottobre del 2015. La donna, in base a quanto ricostruito dal Giorno, si era presentata in Pronto soccorso alla 35esima settimana di gestazione in preda a forti dolori addominali. Sottoposta ad accertamenti, era stata poi dimessa e rimandata a casa, ma nella notte era deceduta nel suo letto, assieme al bimbo che portava in grembo.

In fase di indagini la Procura aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo a carico del camice bianco. Secondo i periti incaricati dalla magistratura, infatti, “non vi era indicazione alcuna a trattenere in osservazione la paziente, né vi era ragione di procedere per ulteriori accertamenti”.

Il Gip, tuttavia, aveva disposto l’imputazione coatta, spiegando che le dimissioni sarebbero state “improvvide”, perché la donna doveva essere quantomeno trattenuta “in osservazione”. In tal modo, il personale sanitario sarebbe potuto intervenire “tempestivamente e adeguatamente per contrastare la rottura dell’utero in corso, evitando in tal modo la morte della donna e del suo bambino”.

Il Giudice, basandosi su una consulenza tecnica d’ufficio, ha effettivamente ritenuto che il professionista, pur non potendo prevedere la rottura dell’utero, avrebbe sbagliato a dimettere la gestante.

Per il Tribunale – come si legge nelle motivazioni della sentenza riportate dal Giorno – “quella paziente che era stata accompagnata d’urgenza perché preda di dolori ad evidenza insopportabili, era da tenere ancora in osservazione”. Il tutto anche se “anche se l’anamnesi non aveva fatto emergere la complicanza” e se nel lasso di tempo nel quale era stata osservata “non erano emersi particolari campanelli d’allarme”.

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