Aperta un’inchiesta per fare piena luce su quanto accaduto a una giovane di 29 anni morta dopo due accessi in Pronto soccorso a Pisa

La Procura di Pisa ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in seguito alla denuncia presentata dai familiari di una 29enne morta dopo due accessi in Pronto soccorso. Come riporta la Nazione, la giovane, originaria della provincia di Firenze ma domiciliata da circa un mese nella città della Torre, si era recata una prima volta in ospedale il 17 agosto accusando perdita di sensibilità a una mano e a un piede; dopo gli accertamenti del caso, tuttavia, era stata rimandata a casa.

Era tornata una seconda volta in ospedale il 21 agosto ma, anche in quell’occasione era stata dimessa. Il giorno successivo, il 22 agosto, la situazione era rapidamente precipitata. Al suo terzo accesso presso il nosocomio Cisanello la ragazza era stata trasferita in rianimazione; nonostante i tentativi del personale medico di salvarle la vita, però, per lei non c’era stato nulla da fare. La paziente sarebbe morta per le conseguenze di un arresto cardio respiratorio.

Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha disposto lo svolgimento dell’esame autoptico per fare piena luce sulle cause del decesso e accertare la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie. Le conclusioni del consulente sono attese entro 90 giorni. Nel frattempo, in vista degli accertamenti peritali, è stato spiccato un avviso di garanzia nei confronti di un medico del Pronto soccorso.

L’Azienda ospedaliero universitaria pisana, nel premettere che “la morte in così giovane età rappresenta sempre una tragedia per la quale si esprime profondo cordoglio alla famiglia” ha ritenuto di intervenire sulla vicenda per alcune precisazioni.

In particolare, la struttura fa sapere che la 29enne “è stata ricoverata in osservazione breve intensiva per 48 ore, durante le quali ha effettuato una serie di esami clinici, di laboratorio e strumentali ed è stata dimessa solamente quando è stata asintomatica e in buone condizioni generali”.

“Sarà ovviamente l’autopsia  – conclude l’Aoup – a chiarire le cause del decesso ma quello che emerge è che nell’ultimo accesso al Pronto soccorso la sintomatologia presentata non risultava correlabile a quanto presentato e riscontrato nei primi due”.

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