Disposto l’esame autoptico per fare luce sulle cause del decesso di una giovane trentenne, morta dopo tre accessi in Pronto soccorso

La Procura di Messina ha aperto un fascicolo di inchiesta sul decesso di una donna di 30 anni, morta dopo tre accessi in Pronto soccorso.

La giovane, spostata e con un figlio piccolo, si era recata una prima volta presso il Policlinico del capoluogo di provincia siciliano, accusando mal di testa e vomito. In base a quanto riferito dai parenti e riportato da Messina Today le sarebbe stato somministrato un analgesico per sospetta cervicalgia. La paziente sarebbe stata sottoposta a una Tac che però non avrebbe evidenziato nulla, così come le analisi del sangue. Quindi sarebbe stata rimandata a casa.

I forti dolori avrebbero indotto la donna a tornare una seconda volta presso la stessa struttura sanitaria il pomeriggio stesso. In questo caso – sempre secondo quanto riferito da Messina Today – non sarebbero stati effettuati ulteriori accertamenti.

Il giorno successivo la donna sarebbe tornata in Pronto soccorso, questa volta all’ospedale Piemonte, dove avrebbe dovuto essere eseguita una nuova Tac; ma la donna sarebbe deceduta prima di effettuarla.

Nell’avviare le indagini, l’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della documentazione clinica dei due nosocomi che hanno avuto in cura la trentenne, oltre allo svolgimento dell’esame autoptico per chiarire le cause del decesso. In vista degli accertamenti peritali sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati i nomi di quattro operatori sanitari. Spetta dunque ora agli esperti valutare la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie per l’accaduto.

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