Si aprirà a giugno il processo che vedrà imputati due medici e un’infermiera di una clinica di Palermo, accusati di omicidio colposo per il decesso di una 54enne morta dopo un intervento di ernia ombelicale. Fatale una emorragia post operatoria

Il Gup del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio un chirurgo, un medico di guardia e un’infermiera di una clinica del capoluogo siciliano accusati di omicidio colposo in relazione al decesso di un donna di 54 anni, morta dopo un intervento di ernia ombelicale nel maggio del 2018. La donna si sarebbe spenta nel suo letto per una emorragia interna.

Nessuna responsabilità è stata riscontrata per ciò che riguarda l’esecuzione dell’operazione. I consulenti nominati dalla Procura, infatti, non hanno riscontrato “lesioni ai tronchi vascolari”. Agli indagati, invece, viene contestato di aver lasciato la paziente senza assistenza: nessun medico, infatti, l’avrebbe visitata la notte prima del decesso, tra le 20 e le 7.

Peraltro, in piena notte, il chirurgo si sarebbe reso irreperibile, senza rispondere ai tentativi di chiamata dell’infermiera che cercava di contattarlo a fronte delle continue lamentele della vittima. L’operatrice sanitaria – in base a quanto raccontato agli inquirenti – avrebbe anche cercato il suo recapito telefonico di casa, ma la struttura non avrebbe avuto il numero in rubrica.

Quando il professionista si presentò in clinica, la mattina successiva, la signora sarebbe stata in condizioni gravissime. Nell’arco di 12 ore – riferisce ancora Repubblica – la donna aveva perso cinque litri di sangue e a nulla valse il tentativo di salvarla portandola nuovamente in sala operatoria. Il processo prenderà il via il prossimo giugno.

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