Si aprirà a febbraio il processo a carico di due medici accusati di omicidio colposo in relazione al decesso di una donna morta dopo un intervento di raschiamento

Il Gup di Milano ha disposto il rinvio a giudizio per due ginecologi indagati per omicidio colposo in relazione al decesso di una donna di 40 anni, morta dopo un intervento di raschiamento successivo a un aborto spontaneo nell’aprile del 2018. Per loro il processo si aprirà il prossimo mentre è stata invece accolta la richiesta di patteggiamento a 9 mesi avanzata da una terza specialista che era finita nel mirino della Procura in seguito alla denuncia presentata dal compagno della vittima, che aveva dato il via all’inchiesta per omicidio colposo.

La donna, già mamma di una bimba di 4 anni, era rimasta incinta ma la sua gravidanza si era complicata fino a sfociare un aborto precoce, alla nona settimana di gestazione. Si era quindi recata in ospedale per eseguire il raschiamento.

Nel corso dell’intervento si era concretizzato uno dei rischi legati a questa tipologia di operazione, ovvero la perforazione dell’utero. Per l’accusa, tuttavia, i medici non sarebbero stati in grado di gestire l’emergenza. Nello specifico si sarebbero limitati a disporre delle trasfusioni di sangue senza procedere celermente all’asportazione dell’organo.

Secondo il Pm una tempestiva isterectomia sarebbe stata determinante per la vita della paziente.

La decisione di procedere in tal senso, con un’operazione in laparotomia, sarebbe risultata tardiva e a quel punto, per la donna non ci sarebbe stato più nulla da fare.

La struttura sanitaria aveva confermato che la paziente era stata sottoposta a un intervento chirurgico di natura ginecologica, nel corso del quale si era verificata una seria complicanza cui sarebbe seguita un’improvvisa e inarrestabile emorragia. Vani erano risultati tutti gli interventi messi in atto dall’équipe chirurgica e il coinvolgimento di tutte le risorse professionali e tecnologiche.

Nel corso dell’udienza preliminare, la madre e il compagno della vittima, quest’ultimo nell’interesse della figlia piccola, si sono costituiti parte civile. Come riporta Fanpage sarebbe tuttora in corso una trattativa sui risarcimenti da parte dell’assicurazione dell’ospedale.

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