Sono accusati di almeno cinque omicidi tra cui quello del marito della donna. Indagate a vario titolo anche altri 14 sanitari dell’Ospedale

Sono almeno cinque i casi di morte sospette per i quali la Procura di Busto Arsizio ha disposto l’arresto di un medico e di un’infermiera in servizio presso l’Ospedale di Saronno, con l’accusa di omicidio. Il medico, anestesista 60enne del Pronto soccorso, poi trasferito a un altro incarico, è indagato per l’omicidio volontario di quattro anziani pazienti ricoverati nella struttura del Varesotto. Assieme all’infermiera, con cui aveva una relazione, sarebbe inoltre responsabile della morte del marito di lei, che sarebbe stato ucciso con un cocktail di farmaci risultato letale per le sue reali condizioni di salute. Si tratterebbe di un vero e proprio “protocollo” messo a punto dal medico e applicato ad alcuni malati terminali giunti al Pronto soccorso mentre lui era di turno.

Le indagini sono scattate nel giugno 2014 in seguito alla denuncia di un’infermiera al nucleo operativo dei carabinieri di Saronno. Grazie alle intercettazioni, alle testimonianze e ai riscontri medici, i militari dell’arma sono riusciti a portare alla luce i cinque presunti delitti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti gli omicidi sarebbero stati commessi nel 2012 e nel 2013. “Si trattava di persone anziane e malate – spiegano gli investigatori – alle quali il medico aveva somministrato dosi letali di farmaci per via endovenosa, in sovradosaggio e in rapida successione tra di loro. Tra questi morfina, clorpromazina, midazolam, propofol e promazina”. Ci sarebbe un evidente nesso “di causalità tra la somministrazione e la morte”, accertato “con elevata gravità indiziaria”

La coppia avrebbe poi assassinato il marito dell’infermiera “somministrandogli per un lungo periodo farmaci di cui non aveva alcuna necessità” e che erano “assolutamente incongrui rispetto alle sue reali condizioni di salute”, debilitandolo sino a portarlo alla morte in giovane età, nel giugno 2013. Ma sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti vi sarebbero altri decessi; tra questi anche quello della madre dell’ex marito che viene citata in alcune intercettazioni. Per alcune delle morti poi non si è potuto procedere all’imputazione del reato in quanto  le condizioni dei pazienti non hanno potuto far escludere il decesso per malattia nonostante l’uso eccessivo e anomalo di farmaci.

Dall’inchiesta emergono particolari sempre più raccapriccianti quali le conversazioni telefoniche tra i due amanti in cui l’infermiera, per compiacere – secondo gli inquirenti – il delirio di onnipotenza dell’amante medico gli propone di uccidere addirittura i propri figli; o ancora le conversazioni della donna con uno dei figli stessi, appena undicenne, in cui proprio il minore  fa riferimento a progetti omicidi aventi come bersaglio la nonna o le zie.

Insieme ai due arrestati le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 14 persone, quasi tutti medici dell’ospedale, compreso il primario del pronto soccorso e due direttori sanitari, l’attuale e il suo predecessore. Sono accusati, a vario titolo, di omessa denuncia e favoreggiamento personale, falso ideologico per aver certificato false patologie per convincere una delle vittime di una malattia inesistente. Sulla vicenda ha deciso di intervenire anche la Regione Lombardia, che attiverà subito una Commissione d’inchiesta per capire se vi siano state falle di tipo organizzativo o protocollare.

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