La vittima, operaio di 51 anni con quattro figli, è morto dopo un intervento di legatura delle varici esofagee. L’intervento sembrava perfettamente riuscito, ma 10 giorni dopo si è consumata la tragedia e i familiari vogliono capire se la tragedia possa essere ricondotta a errati trattamenti in occasione dell’operazione

La Procura di Udine ha aperto un inchiesta per omicidio colposo sul decesso di un uomo di 51 anni morto dopo un intervento di legatura delle varici esofagee, per un’incontrollabile emorragia.  Il fascicolo al momento non vede indagati.

Le indagini sono partite in seguito all’esposto presentato dai parenti della vittima, che chiedono chiarezza sull’accaduto. Il Pubblico ministero ha acquisito la documentazione clinica del paziente e disposto lo svolgimento dell’esame autoptico.

In base a quanto ricostruisce il Gazzettino, l’intervento, eseguito il 10 novembre presso l’ospedale del capoluogo friulano, era perfettamente riuscito, tanto che l’uomo, operaio con quattro figli, era stato dimesso già il giorno successivo.

Il 20 novembre, però, il cinquantunenne si sarebbe svegliato all’improvviso con una sensazione di ingombro allo stomaco e avrebbe cominciato a vomitare sangue.

Portato dalla moglie in pronto soccorso il paziente è deceduto a distanza di poche ore, nonostante i soccorsi del personale sanitario. Secondo quanto riportato in cartella clinica il decesso sarebbe riconducibile a una “perdita incontrollata di sangue dalle varici esofagee”.

I familiari, però, chiedono di verificare “se vi siano eventuali responsabilità penali da parte dei sanitari nel decesso e, in particolare, se questo possa essere ricondotto a errati trattamenti in occasione dell’intervento chirurgico subito pochi giorni prima proprio alle varici esofagee”. 

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