Per la Federazione degli infermieri, quella del Risk manager è una figura legata all’organizzazione e all’esperienza e non a un preciso titolo di studio

Il Risk manager non si sceglie per titolo di studio, ma, come prescrive la legge in base a una “adeguata formazione e comprovata esperienza” nell’organizzazione e nella gestione del rischio. A sottolinearlo, in occasione Forum Risk Management di Firenze, è la Federazione nazionale degli ordini degli infermieri.

La puntualizzazione arriva dopo che alcune strutture certificative private hanno sostenuto che a essere responsabile (cioè direttore di struttura complessa) delle unità di rischio clinico debba necessariamente essere esclusivamente un medico.

La preparazione necessaria al corretto svolgimento dei compiti del risk manager – sottolinea FNOPI – è sostanzialmente rivolta ai temi dell’organizzazione, dell’analisi dei processi, di comunicazione, di formazione e, non ultima di cambiamento culturale. Attività che spesso, nei corsi di laurea degli operatori sanitari, non sono presenti”.

È evidente quindi – si legge in una nota – come la necessità di individuare le caratteristiche di un risk manager della sanità non debba essere esclusivamente ricercata nel corso di laurea svolto, ma nella formazione e nelle attività oggettive svolte cioè ‘con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore’ come appunto indica la legge.

Del resto –  evidenziano ancora gli infermieri – è noto a tutti che oltre il 90% degli errori che si verificano nella sanità italiana non sono attribuibili a imperizia imprudenza o negligenza ma, invece, a carenze organizzative, scarsa proceduralizzazione dei processi e ridotto cambiamento culturale verso l’errore.

Quello che si ottiene diversificando un’attività come quella del risk manager per titolo di studio è proprio l’esatto opposto di ciò che serve in sanità: dividere anziché unire. Secondo la FNOPI si deve introdurre il cambiamento culturale grazie al quale ognuno ritenga che solo con l’apporto di tutti, nessuno escluso, si migliorano i processi e che ogni operatore è necessario ed utile per rendere le cure più sicure.

E la Federazione fa un esempio per tutti: il Risk Manager, direttore di struttura complessa, dell’IRCCS “Rizzoli” di Bologna, Istituto ortopedico famoso nel mondo, è un infermiere con laurea magistrale in Scienze infermieristiche. 

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