Riconosciuto il danno erariale subito dalla Asl, condannata a versare circa 3 milioni di euro alla famiglia di un bambino per le lesioni subite a causa di un ritardo nel parto

La Corte dei Conti ha condannato un’ostetrica a versare 500 mila euro alla Asl di appartenenza le lesioni permanenti provocate a un bambino a causa di un ritardo nel parto; danno per il quale l’Azienda sanitaria è stata a sua volta condannata, nel 2018, a risarcire la famiglia con una cifra pari a 3 milioni di euro.

La vicenda – ricostruita dal Corriere Fiorentino – risale al settembre 2010. La mamma era stata ricoverata per dare alla luce il suo piccolo; durante la fase espulsiva, tuttavia, si sarebbero manifestate delle decelerazioni del battito fetale. Secondo i periti, sarebbe stato necessario praticare un cesareo d’urgenza; cosa che non avvenne e il bambino nacque in stato di sofferenza probabilmente a causa di un cordone ombelicale troppo corto, presentando una grave depressione cardiorespiratoria. Anche la rianimazione sarebbe avvenuta con qualche minuto di ritardo.

Il procedimento istruito avrebbe accertato la responsabilità dell’ostetrica per l’encefalopatia ipossico-ischemica del neonato che ha comportato una paralisi infantile, un ritardo dello sviluppo e una encefalopatia epilettica.

La procura contabile, ritenendo sussistente un danno indiretto derivante dal pagamento del risarcimento, ha quindi citato l’ostetrica.

La professionista, dal suo canto, ha sostenuto che durante il travaglio non vi fossero avvisaglie preoccupanti; peraltro, dopo la somministrazione dell’anestesia e dell’ossitocina per aumentare le contrazioni, si era necessaria la supervisione del medico di turno, quindi non si poteva parlare di parto naturale e fisiologico che è di competenza dell’ostetrica.

Per i Giudici, invece, l’operatrice sanitaria avrebbe dovuto avere contezza della gravità della vicenda, segnalandola affinché si procedesse con il cesareo. La quantificazione del danno – riferisce sempre il Corriere Fiorentino – tiene conto della “ineccepibile professionalità dimostrata dall’ostetrica negli anni” e del fatto che si sia trattato di un episodio isolato nella sua carriera.

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