Il bene giuridico tutelato è l’interesse pubblico a che il sistema elettronico di pagamento sia in qualsiasi caso utilizzato in modo corretto. Niente attenuante per l’imputato che abbia, indebitamente, utilizzato la carta di credito del titolare

La vicenda

Il 22 febbraio 2018 la Corte d’appello di Milano pronunciava sentenza di condanna a carico dell’imputato per il reato di indebito utilizzo di una carta di credito.

Secondo l’ipotesi accusatoria, accolta dai giudici di merito, l’imputato aveva utilizzato indebitamente e senza il consenso del titolare la carta postepay a questi intestata, per effettuare tre acquisti sul sito Amazon per un importo complessivo di 80,00 Euro.

La decisione è stata impugnata dal difensore dell’imputato per violazione dell’art. 62 c.p., comma 1, n. 4, per aver cioè disconosciuto la sussistenza dell’attenuante della speciale tenuità del danno patrimoniale cagionato alla persona offesa.

Per i giudici del collegio milanese, detta attenuante può trovare applicazione soltanto nei reati contro il patrimonio, nel cui novero non rientrava il fatto in contestazione e in ogni caso, il danno cagionato alla vittima non poteva considerarsi di speciale tenuità, essendole state sottratte comunque ottanta Euro.

Al contrario, il ricorrente sosteneva che la circostanza della speciale tenuità dovesse ritenersi applicabile a tutti i reati commessi con un motivo di lucro, a prescindere dalla natura giuridica del bene oggetto di tutela.

La questione è stata rimessa ai giudici della Suprema Corte di Cassazione.

A tal riguardo, è stato condiviso l’orientamento giurisprudenziale che, a seguito della modifica recata alla L. 7 febbraio 1990, n. 19, art. 62, comma 1, n. 4, ha ritenuto applicabile la circostanza attenuante del danno economico di speciale tenuità ad ogni tipo di delitto, indipendentemente dalla natura giuridica del bene oggetto di tutela, purché il fatto risulti commesso per un motivo di lucro e cioè per acquisire quale risultato dell’azione delittuosa, un vantaggio patrimoniale, e purché la speciale tenuità riguardi sia il lucro (prefigurato o conseguito) sia l’evento dannoso o pericoloso (Sez. 5, n. 43342 del 19/10/2005; Sez. 1, n. 36299 del 12/09/2001).

L’espressione “evento dannoso o pericoloso”, secondo questa tesi, – spiega la Cassazione – deve ritenersi riferita alla nozione di evento in senso giuridico ed è idonea a comprendere qualsiasi offesa penalmente rilevante purché essa sia, sia in astratto (in relazione alla natura del bene giuridico oggetto di tutela) sia in concreto (come contestata), di tale particolare modestia da risultare “proporzionata” alla tenuità del vantaggio patrimoniale che l’autore del fatto si proponeva di conseguire o ha in effetti conseguito (Sez. 5, Sentenza n. 27874 del 27/01/2016).

L’attenuante della tenuità deve perciò, ritenersi inapplicabile nel caso di delitti che producono un danno o una situazione di pericolo di una qualche gravità e consistenza, o il cui bene giuridico tutelato siano diritti inviolabili o comunque contrassegnati da maggiore disvalore sociale.

Ebbene, tanto era accaduto nel caso in esame, ove si trattava di salvaguardare beni fondamentali quali l’interesse pubblico a che il sistema elettronico di pagamento fosse in qualsiasi caso utilizzato in modo corretto e la fede pubblica.

La sentenza è stata perciò, confermata e rigettato il ricorso della difesa.

La redazione giuridica

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