Rideterminata in appello la responsabilità del centauro, deceduto in seguito a uno scontro con un’autocisterna, nella causazione del sinistro; riconosciuti ai familiari 415 mila euro di danno non patrimoniale
La Corte di appello di Genova ha parzialmente riformato la sentenza di prime cure in relazione alle responsabilità di un incidente stradale in cui, dodici anni fa, persero la vita un 52enne e la figlia quindicenne della compagna. I due, a bordo di una motocicletta guidata dall’uomo, erano morti per le lesioni riportate in seguito allo scontro con un’autocisterna nei pressi di Massa Carrara. Un impatto violentissimo che non aveva lasciato loro scampo.
Il Tribunale del capoluogo di provincia toscano – come riferisce la Nazione – aveva condannato il conducente del camion, assieme alla ditta per la quale lavorava e alla compagnia assicurativa del mezzo, al risarcimento del danno nei confronti dei parenti del centauro, stabilendo tuttavia un concorso di colpa nella causazione dell’incidente al 50% tra l’automobilista e la vittima e ripartendo quindi sulla base di tale percentuale la cifra riconosciuta a ciascuno dei genitori (200 mila euro) e alla sorella della vittima (60 mila euro).
Per la Corte territoriale, invece, la responsabilità del sinistro sarebbe da attribuire al 90% all’autista e solo in misura del del 10% al motociclista.
Da li la rideterminazione dell’ammontare del danno non patrimoniale in capo ai convenuti nella misura di 415 mila euro. Tenuto conto che l’assicurazione ha già provveduto a liquidare agli attori la somma di 230 mila euro, gli appellanti dovranno quindi di ricevere la differenza pari a 185 mila euro.
La redazione giuridica
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