Un emendamento alla Legge di bilancio 2020 prevede che tra due anni gli studi odontoiatrici in forma associata possano assumere unicamente la veste di società tra professionisti

“A partire dal 1 gennaio 2022  l’esercizio dell’attività odontoiatrica in forma societaria è consentito esclusivamente ai modelli societari che assumono la veste e forma di società tra professionisti iscritte al relativo Albo professionale”. E’ il testo di un emendamento alla Legge di bilancio 2020, a prima firma dell’on. Endrizzi (M5S), depositato in commissione Bilancio del Senato. Tra poco più di due anni, dunque, gli studi odontoiatrici potrebbero essere solo società tra professionisti iscritti all’Albo, escludendo dal settore tutte le strutture organizzate in cui attualmente i proprietari possono anche non essere medici iscritti all’Albo.

E’ “molto grave che si possa proporre o considerare ammissibile l’emendamento presentato in Commissione Bilancio al Senato” ha commentato l’Associazione Nazionale dei Centri Odontoiatrici (Ancod).

Secondo l’organizzazione, il provvedimento metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro e un settore “che si rivolge anche alle fasce più deboli”.

L’emendamento – spiega l’Ancod – “prevede che possano operare esclusivamente le StP (Società tra Professionisti), escludendo dal settore odontoiatrico tutte le strutture organizzate con altre modalità (ad esempio Spa e Srl). Tali strutture oggi impiegano oltre 17.000 persone in Italia, qualora l’emendamento passasse si creerebbe un nuovo caso occupazionale in un momento in cui l’Italia è già interessata da altre gravi emergenze-lavoro”.

“Siamo scioccati – afferma il presidente Ancod Michel Cohen – che possa accadere, nelle more della Legge di Bilancio, che passi per esclusivo interesse degli studi professionali gestiti da singoli dentisti un provvedimento incostituzionale, chiaramente contrario alla libertà d’impresa, alla libera concorrenza, ma soprattutto senza alcun senso perché sono proprio i gruppi organizzati dell’odontoiatria a offrire soluzioni di qualità alle fasce più deboli, oggi non coperte dai Livelli Essenziali di Assistenza”.

“Riteniamo – prosegue – che il Governo debba coerentemente rendere inammissibili le proposte presentate alla Legge di Bilancio 2020 che mirano non soltanto ad inasprire il quadro normativo di riferimento, ma, addirittura, a chiudere completamente il mercato alle società operanti nel settore odontoiatrico, che rappresentano l’8% del mercato odontoiatrico italiano”.

“Tali norme sono infatti gravemente lesive di un sano sviluppo moderno dell’odontoiatria in Italia”.

Inoltre, conclude Cohen “siamo stufi di essere additati come odontoiatria low cost, visto che i gruppi organizzati hanno un prezzo medio nel mercato e offrono eccellenti standard di qualità e di materiali e attrezzature, cosa che non si può dire per tutti gli studi dentistici tradizionali”.

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