Gli operatori sanitari si sono visti riconoscere il diritto all’indennizzo per il mancato pagamento del tempo di vestizione, nella misura media di 10 euro l’ora per ogni turno effettuato negli ultimi cinque anni.

Il tribunale di Ascoli ha ordinato all’Azienda sanitaria unica regionale di versare circa un milione di euro a 158 infermieri in servizio tra il capoluogo di provincia marchigiano e San Benedetto del Tronto, a titolo di indennizzo per il mancato pagamento del tempo di vestizione. Lo ha annunciato il sindacato Nursind, che ha assistito il folto gruppo di dipendenti dell’Area Vasta 5 in una battaglia legale durata circa tre anni. L’ingiunzione prevede che il pagamento debba essere effettuato entro 40 giorni dalla notifica dell’atto.

Gli operatori sanitari, nello specifico, si erano rivolti al tribunale per il riconoscimento di almeno dieci minuti sia all’inizio che alla fine di ciascun turno, all’interno dell’orario lavorativo, rispettivamente per indossare e dismettere la divisa aziendale. Di conseguenza chiedevano la condanna dell’Asur a corrispondere la relativa retribuzione nella misura media di 10 euro l’ora per ogni turno effettuato negli ultimi cinque anni.

Gli infermieri avevano già vinto in Appello ma, non ricevendo alcun risarcimento, si erano rivolti anche alla Corte dei Conti.

La Corte territoriale, ribaltando la sentenza di primo grado, aveva ricordato che, in base all’art. art. 1 D.Lgs. 66/2003 per orario di lavoro si intende “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. Quindi aveva riconosciuto il diritto per ciascuno operatore ad essere retribuito per le prestazioni rese nel tempo per indossare e togliere la divisa utile a prestare servizio.

Per Maurizio Pelosi, segretario territoriale Nursind Ascoli Piceno, si tratta una pronuncia storica che farà da apripista ad altre cause legali intraprese da altre associazioni sindacali.

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