Si indaga a Belluno per chiarire le cause del decesso di un 18enne trovato morto nel suo letto la mattina del 14 luglio; la sera prima era stato visitato in Pronto soccorso per cervicalgia e vomito

La Procura di Belluno ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in relazione al decesso di un diciottenne trovato morto nel letto la mattina del 14 luglio. In base a quanto riferito dal Corriere del Veneto il ragazzo, uno sportivo che a settembre avrebbe dovuto iniziare la quinta superiore, la sera precedente si era recato in ospedale per farsi visitare a causa di un dolore alla testa che lo affliggeva da alcuni giorni e che nelle ultime ore era divenuto insopportabile.

L’ingresso al pronto soccorso, per “cervicalgia e vomito”, sarebbe avvenuto intorno alle 22.30; il giovane sarebbe stato visitato dal medico di turno, che gli avrebbe somministrato una flebo. Secondo la versione dei parenti, dopo una serie di esami clinici, alle 23.30 circa, sarebbe stato rimandato a casa. Il 18enne sarebbe subito andato a dormire, senza più svegliarsi.

Ora la famiglia chiede di capire cosa sia successo e vi siano eventuali responsabilità sanitarie per la tragica scomparsa del ragazzo.

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, per fare piena luce sulla vicenda, ha disposto l’acquisizione della documentazione clinica e lo svolgimento dell’esame autoptico, per il quale è previsto il conferimento dell’incarico a un medico legale. In vista degli accertamenti peritali è stato iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, il camice bianco che ha visitato il giovane in ospedale, che avrà così modo di nominare un proprio consulente tecnico.

Intanto anche la Regione Veneto ha avviato la procedura di attivazione di un’ispezione. Su richiesta del governatore Luca Zaia, l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin avrebbe deciso di inviare a Belluno un team di ispettori con il compito “di effettuare una verifica sulle modalità di assistenza ricevute dal ragazzo al pronto soccorso”. 

La Asl dal suo canto, nel riporre massima fiducia nella magistratura, ha offerto la propria collaborazione agli investigatori affinché sia chiarito al più presto l’operato della struttura e del medico finito sotto inchiesta.

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