Istituito un tavolo permanente per avanzare proposte sul tema della violenza contro gli operatori sanitari

Raccogliere dati e recepire suggerimenti da portare, il prossimo 11 aprile, all’Osservatorio istituito presso il Ministero della Salute. Questo l’obiettivo dell’incontro svoltosi prima di Pasqua tra FNOMCeO e sindacati medici sul tema della violenza contro gli operatori sanitari.

Al tavolo si sono alternate le voci delle sigle sindacali della medicina convenzionata e di quella ospedaliera. Le Associazioni hanno dibattuto problemi e possibili soluzioni insieme ai vertici della Federazione.

Tre sono le Aree di lavoro previste all’interno dell’Osservatorio ministeriale, ognuna con le sue peculiarità: il Territorio, l’Ospedale, la Sanità Veterinaria.  Ma se diverse sono le problematiche, tutti i rappresentanti sindacali si sono trovati d’accordo su un punto: il principale fattore di rischio per le aggressioni contro gli operatori sanitari è rappresentato dal definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

La maggior parte delle aggressioni, dicono i dati, è scatenata da prestazioni negate, a cui il paziente pretende di avere diritto; prestazioni che, per legge o anche per mancanza di risorse, non gli possono essere erogate.

Tra i fattori che mettono a rischio la sicurezza dei professionisti della sanità, poi,  figurano il blocco del turnover; la carenza di personale; gli orari massacranti; la carenza di fondi da destinare alla messa in sicurezza delle sedi.

Le possibili soluzioni avanzate nell’ambito del confronto spaziano dalla revisione delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari, all’emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali delle aziende e degli enti del SSN: non lasciare i medici da soli nei presidi di Guardia medica, prevedere accompagnatori nelle visite a domicilio, formare gli operatori a prevedere e disinnescare un’escalation di violenza.

Altro nodo fondamentale è l’istituzione di una Commissione parlamentare sulla violenza contro gli operatori sanitari. Dal lavoro di tale organo dovrebbe scaturire una proposta di Legge per equiparare il reato a quello di violenza a pubblico ufficiale; un illecito sempre perseguibile d’ufficio e non su querela di parte.

Necessaria, infine, una comunicazione efficace verso la popolazione, tramite spot della Pubblicità Progresso, per far comprendere che ‘chi aggredisce un medico aggredisce se stesso’.

“Il vero cambio di passo che serve alla Professione, e che ci porterà verso gli Stati Generali del prossimo anno – ha affermato il presidente FNOMCeO, Filippo Anelli – è proprio questa compattezza della professione; questa sinergia virtuosa di competenze e peculiarità; questa capacità di guardare tutti insieme, superando dualismi e visioni di parte, nella stessa direzione: quella che porta a riconquistare un ruolo sociale forte per il Medico, un ruolo anche gestionale, che ci permetta di determinare e perseguire obiettivi di salute ”.

 

 

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