Disposto lo svolgimento dell’autopsia per chiarire le cause del decesso di un uomo di 69 anni, morto per un arresto cardio circolatorio dopo un intervento eseguito all’ospedale di Tolmezzo

E’ morto per un arresto cardio circolatorio dopo un intervento eseguito all’ospedale di Tolmezzo, in provincia di Udine. In seguito alla denuncia presentata dai familiari, la Procura del capoluogo friulano ha aperto un’inchiesta sul caso con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

In base a quanto ricostruito da Udine Today, l’uomo, 69 anni, lo scorso 25 novembre era stato sottoposto nello stesso nosocomio a un intervento di resezione per una neoplasia vescicale. Durante il ricovero, tuttavia, avrebbe continuato ad avvertire forti dolori addominali al punto da dover subire, pochi giorni dopo, un secondo intervento urgente.

Il paziente era stato dimesso a inizio dicembre, ma aveva continuato a non sentirsi bene, con ripetuti episodi di vomito e difficoltà ad alimentarsi correttamente sia con i cibi solidi sia con quelli liquidi.

Il 9 dicembre i familiari si erano quindi rivolti al 118, con una successiva degenza in ospedale fino all’11 dicembre, e ancora il 14 dicembre, quando l’uomo era tornato in Pronto soccorso con un’occlusione intestinale ma era stato nuovamente dimesso.

Il 16 dicembre – sempre secondo il racconto riportato da Udine Today – il figlio aveva accompagnato il 69enne in una clinica privata di Udine dove uno specialista avrebbe consigliato di tornare in ospedale a causa della persistente subocclusione intestinale. Quindi era seguito un nuovo ricovero, il 17 dicembre, e il giorno successivo il paziente era stato sottoposto a un altro intervento che avrebbe dovuto essere risolutivo delle varie problematiche. Nelle notte, a distanza di poche ore, era sopraggiunto il decesso.

I parenti si sono quindi rivolti alla magistratura chiedendo che venga fatta chiarezza sulle cause del decesso e che venga verificata la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie per l’accaduto. Il pubblico ministero titolare del fascicolo ha disposto il sequestro della documentazione clinica e lo svolgimento dell’esame autoptico, iscrivendo nel registro degli indagati, come atto dovuto in vista degli accertamenti peritali, il nome del dirigente medico che ha seguito e operato la vittima.

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