A pochi giorni dal termine previsto per l’uscita del Decreto ministeriale, l’Associazione dei Giovani medici si interroga sullo state dell’arte della procedura concorsuale
A meno di una settimana di distanza dalla data del 30 aprile, termine per l’uscita del decreto ministeriale con il bando per l’accesso alle scuole di specializzazione in medicina per l’anno 2016/2017, “ancora tutto tace”. Lo sottolinea il Dipartimento specializzandi dell’Associazione Italiana dei Giovani Medici (Sigm).
“In un orizzonte di completo silenzio da parte del MIUR la nostra Associazione s’interroga su quale sia lo stato dell’arte per il prossimo concorso SSM2017, dalle reali tempistiche per la pubblicazione del bando alla realizzabilità delle auspicate modifiche e semplificazioni sulle procedure concorsuali che la nostra Associazione, assieme al Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi, ha reiteratamente presentato alle Istituzioni al fine di risolvere criticità ormai ben conosciute”.
Arrivati a fine aprile, i possibili scenari per il Sigm sembrano due: un concorso che rispetti le tempistiche dello scorso anno (prove prima dell’estate e presa di servizio in inverno) ma che mantenga le vecchie modalità; un concorso posticipato (prove a settembre) ma con un nuovo regolamento che recepisca le proposte di modifiche avanzate (mantenendo al contempo invariati termini della presa di servizio per il 1 novembre 2017).
Secondo l’Associazione, inoltre, resta da chiarire quale sia il numero complessivo di contratti finanziabili per il corrente anno; un dato che sarà possibile conoscere solamente a seguito della ricognizione da parte del Miur dei posti finanziabili dalle singole regioni e che dovranno essere sommati al contingente ministeriale già stanziato, frutto della programmazione triennale 2015/2017.
I Giovani medici evidenziano come sarebbe auspicabile una distribuzione dei contratti sul territorio nazionale che tenga conto, oltre che del fabbisogno delle regioni, anche di criteri oggettivi e trasparenti di accreditamento delle scuole di specializzazioni.
Difatti, nonostante i ritardi che ne hanno accompagnato la scrittura, è ormai ultimato il nuovo regolamento di accreditamento delle reti formative regionali previste dal riordino dettato dal DI 68/2015: è fondamentale per garantire ai medici specializzandi di operare e formarsi in strutture accreditate sulla base di indicatori quantitativi, misurabili e trasparenti ma, purtroppo, si trova da un periodo imprecisato ancora al ministero della Salute e non sono chiare le tempistiche di applicazione”.
In un sol colpo,afferma la Sigm, se solo lo volessero, Miur e ministero Salute potrebbero garantire già da quest’anno accademico un concorso più equo e giusto, in primis lavorando per aggregare le sedi (troppe le oltre 450 dello scorso anno) in sede unica nazionale o tre sedi macro-regionali, assieme a una migliore formazione specialistica post-lauream di cui la sanità italiana ha sempre più bisogno.
“Se tale scenario per un qualsiasi motivo non fosse percorribile – concludono i Giovani medici – la nostra richiesta al Miur resta quella di garantire chiarezza e dedicare attenzione (cosa che non si sta in atto facendo) alle migliaia di giovani medici aspiranti specializzandi che devono poter preparare il proprio futuro sulla base di un percorso sicuro e ben strutturato”.




