In tema di circolazione stradale, non è circostanza imprevedibile, eccezionale e atipica che un altro conducente non rispetti i limiti di velocità; pertanto nell’impegnare un crocevia, l’automobilista deve prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte degli altri veicoli, onde porvi rimedio

La vicenda

La corte d’appello di Roma aveva confermato la condanna a un anno di reclusione, pena sospesa, a carico di un uomo accusato di omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Secondo la ricostruzione operata dai giudici di merito, l’imputato alla guida della sua autovettura, in condizioni di pioggia battente, che rendeva l’asfalto scivoloso e scarsa la visibilità, giunto ad un incrocio, incurante del segnale di Stop, proseguiva svoltando a sinistra, senza dare la precedenza al motoveicolo su cui viaggiava la vittima; quest’ultima, resasi conto dell’ostacolo, frenava bruscamente, perdendo l’equilibrio e rovinando al suolo. In seguito alla caduta, riportava lesioni gravissime che ne cagionavano la morte.

La sentenza è stata impugnata con ricorso per Cassazione, nella quale la difesa ha dedotto, tra l’altro, il vizio di motivazione per carenza di valutazione circa la imprudente condotta di guida della persona offesa e la concorrente responsabilità di questa nella determinazione dell’incidente.

Ma la Corte di Cassazione (Quarta Sezione Penale, sentenza n. 40262/2019) ha dichiarato le doglianze manifestamente infondate.

La Corte di merito, conformemente al giudice di primo grado, aveva ammesso la condotta colposa della vittima nella causazione del sinistro e di tanto ne aveva tenuto conto – implicitamente – in punto di determinazione della pena, attraverso il riferimento agli elementi di cui all’art. 133 cod. pen. ed alla congruità della sanzione.

Ed invero, gli stessi giudici di merito avevano, condivisibilmente, evidenziato che la condotta imprudente della vittima, quale concausa del sinistro, non fosse idonea ad elidere la responsabilità del ricorrente.

L’assunto è conforme ai principi stabiliti in materia di circolazione stradale.

Copiosa giurisprudenza, formatasi intorno alla interpretazione dell’art. 41, comma 2, cod. pen. insegna che la causa sopravvenuta, può essere considerata causa esclusiva dell’evento solo quando presenti i caratteri dell’assoluta anormalità ed eccezionalità, così da essere del tutto imprevedibile.

Ebbene, non è circostanza imprevedibile, eccezionale ed atipica che altro conducente non rispetti i limiti di velocità, serbando una condotta a sua volta imprudente; perciò “il conducente di un veicolo, nell’impegnare un crocevia, deve prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte degli altri veicoli che possono sopraggiungere, onde porsi nelle condizioni di porvi rimedio, atteso che tale accadimento rientra nella normale prevedibilità” (Sez. 4 , n. 20823 del 19/02/2019).

Da ultimo, la Cassazione ha anche ricordato che “La ricostruzione di un incidente stradale nella sua dinamica e nella sua eziologia è rimessa al giudice di merito ed integra una serie di apprezzamenti di fatto che sono sottratti al sindacato di legittimità se sorretti da adeguata motivazione”.

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

La redazione giuridica

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