Inammissibile lo stallo sul rinnovo del contratto dei dirigenti medici determinato dalla questione relativa all’inserimento dell’indennità di esclusività di rapporto nella massa salariale
Un macigno che nessuno sin ora ha voluto vedere e che grava sul rinnovo del contratto dei dirigenti medici. Il riferimento è all’inserimento dell’indennità di esclusività di rapporto nella massa salariale dei dirigenti medici, veterinari e sanitari; una misura indispensabile, secondo l’Intersindacale medica, per rendere giustizia alla categoria, affinché essa ottenga gli stessi aumenti riconosciuti agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione.
La Ragioneria Generale dello Stato, con una nota sull’Atto di Indirizzo integrativo predisposto dal Comitato di Settore delle Regioni, ha messo in luce tale aspetto.
“Il contratto di medici, veterinari e dirigenti sanitari del Ssn è l’unico del comparto sanità ancora al palo”, sottolineano le sigle sindacali. “Un ritardo imperdonabile che colpisce chi ha ruoli di responsabilità diretta nella diagnosi e cura dei pazienti e nella protezione della salute, assicurando, in modo insostituibile, un diritto costituzionale fondamentale”.
Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria non ci stanno.
Le Associazioni sottolineano di non poter accettare che un parere tecnico si trasformi in una ostruzione sul percorso del nuovo contratto.
Si tratta, per l’Intersindacale, di una questione politica basilare, posta da tempo dai sindacati della dirigenza. Un nodo su cui si devono misurare le relazioni tra Governo futuro e Organizzazioni sindacali dei dirigenti della sanità pubblica; il tutto “dopo che è stata archiviata con un finale ‘niente di fatto’ una politica fallimentare per il personale della sanità”.
La questione non è chiusa e tocca anche alle Regioni assumere iniziative idonee a sbloccare la trattativa. Anch’esse, infatti, sarebbero colpevoli di avere colpevolmente sottodimensionato gli oneri economici del rinnovo contrattuale della dirigenza medica e sanitaria. Gli Enti territoriali avrebbero “giocato sulla presunta ambiguità dei testi di precedenti contratti, pur avendo fatto cassa sui risparmi derivanti dal costo del personale”.
“I partiti che si apprestano a formare un nuovo Governo . conclude l’Intersindacale – devono urgentemente intestarsi un problema che si trascina da 10 anni”. Un problema da cui dipende il destino stesso della sanità pubblica e delle professioni dirigenziali nel suo contesto. Occorre trovare una soluzione soddisfacente, “rispettosa del diritto alla cura dei cittadini e di chi lavora con alto senso di responsabilità per una sanità pubblica, equa ed accessibile anche in futuro”.
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