No non sono pazzo, questa metodologia è sottoposta sempre più ad analisi scientifiche per confermarne la validità e promuoverla a vera e propria terapia. In Polonia ad esempio è già considerata tale da oltre 30 anni. Il suo nome è Crioterapia Sistemica. Il trattamento si basa sulla terapia del freddo che risulta essere un potentissimo antinfiammatorio senza effetti collaterali. È facile da attuare e sicura se effettuata in sedi autorizzate da personale qualificato, sotto controllo medico. Non ha controindicazioni. L’applicazione del freddo sui pazienti è una pratica antichissima, pensa che già Ippocrate padre della medicina prescriveva il trattamento con acqua fredda per il dolore e le infiammazioni.
Facendo un pò di chiarezza devo dire che i clinici prescrivono sempre il ghiaccio ed ormai è prassi consolidata, anche perché sappiamo che funziona. Sappiamo però che per divenire una metodica con alto livello di scientificità (EBM) ogni procedimento deve essere sottoposto a diversi studi Randomizzati e a doppio cieco. In questo caso però non ci sono ancora e quindi non troverai forse nessuno che ti prescriverà questa pratica.
Comunque, leggi a parte, cerchiamo di capire come funziona la crioterapia sistemica e come il nostro corpo risponde allo stimolo del freddo. Citando uno dei massimi esperti in campo nazionale (dott. Lombardi) riporto quanto da lui dichiarato in questo ambito sul quotidiano sanità: “il meccanismo di difesa innescato per contrastare il freddo, stimola la circolazione sanguigna, il sistema endocrino, il sistema immunitario e il sistema nervoso centrale con proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antidolorifiche, anti-metaboliche e antidepressive. Il freddo determina il rilascio di acetilcolina e noradrenalina dai neuroni del sistema simpatico che vanno a inibire a livello di sistema immunitario il fattore di trascrizione NF-kB, cioè il centro dell’infiammazione — entra nel dettaglio Lombardi —. Così vengono bloccati anche i mediatori infiammatori “a valle” e la produzione di radicali liberi e di molecole di adesione (le proteine collocate sulla superficie cellulare, ndr) che attivano la fuoriuscita dei globuli bianchi nei tessuti e quindi la produzione in loco dello stimolo infiammatorio. Inoltre il freddo provoca una vasocostrizione e quindi limita l’infiammazione e inibisce direttamente gli enzimi coinvolti nella distruzione dei tessuti, fenomeno comune a tutti i processi infiammatori”.Molte quindi sono le possibilità di trattamento, ma fino a quando questa metodica non sarà certificata forse è meglio lasciare stare ed attendere che i ricercatori ci diano più conferme”.
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Dr. Paolo Scannavini
Kinesiologo e Fisioterapista
Responsabile fisioterapia MeRiBen
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