Il piccolo, dimenticato in auto dal padre per cinque ore, non è sopravvissuto. In Italia approvata una legge sull’obbligo di installazione di dispositivi anti abbandono, ma manca decreto attuativo

Un bambino di due anni è morto ieri mattina a Catania dopo essere stato dimenticato in auto dal padre. L’uomo, un dipendente dell’Università, avrebbe dovuto accompagnarlo all’asilo e invece si è recato direttamente al lavoro. Il piccolo sarebbe rimasto al caldo, nella vettura, per oltre cinque ore.

Solo quando è stato chiamato dalla moglie, che era andata all’asilo per prelevare il figlioletto e non lo aveva trovato, il papà si è precipitato alla macchina, trovando però il bimbo già esanime. A nulla è valsa la corsa in ospedale, al Policlinico, dove i medici ne hanno potuto solamente constatare il decesso. Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

In Italia, nel 2018 è stata approvata una legge che prevede l’installazione obbligatoria, per i genitori che trasportano bambini di età inferiore a 4 anni, di seggiolini dotati di sistemi di allarme per scongiurare proprio il ripetersi di simili tragedie.

La normativa tuttavia, non mai diventata operativa in quanto manca il decreto attuativo che avrebbe dovuto regolamentare le caratteristiche tecniche dei dispositivi necessarie per l’omologazione.

La bozza di decreto inviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’ufficio Tris, cioè il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea, ottenendo però parere negativo. Come riferisce La Repubblica, infatti, vi sarebbero perplessità legate al sensore che andrebbe sistemato sotto il bambino, che potrebbe compromettere la stabilità del passeggero sul seggiolino. Sempre il sensore, inoltre, emetterebbe per funzionare onde radio e quindi sarebbe necessario verificarne la compatibilità elettromagnetica. Infine, i sistemi omologati in Italia dovrebbero essere adatti a circolare in tutti i Paesi membri dell’Ue e il quanto previsto dal decreto non offrirebbe garanzie. in tal senso

Altri dubbi della Commissione UE riguardano poi la valutazione di impatto del provvedimento. In altri termini si tratterebbe di una misura sproporzionata rispetto al fenomeno che si vuole contrastare. In Italia, infatti, sono 9 i piccoli morti negli ultimi 20 anni perché lasciati in auto. Casi rari, dunque, nonostante il forte impatto emotivo di ogni singolo decesso.

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