La 77enne era deceduta a causa di una epatite cronica da HCV contratta in seguito a una trasfusione di sangue infetto in un ospedale siciliano; Ministero della Salute condannato a versare 820 mila euro, entro 60 giorni,

Il Ministero della Salute dovrà corrispondere 820 mila euro ai due eredi di una donna di 77 anni morta a causa di una epatite cronica da HCV nel 2010. E’ quanto ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo che – riporta l’Ansa – per eseguire il provvedimento, ha nominato come commissario ad acta, “in caso di ulteriore inerzia”, il segretario generale della Presidenza del consiglio dei ministri.

La sentenza dei Giudici amministrativi  fa seguito “all’inadempienza del ministero” dopo la condanna definitiva emessa nel 2019 dal Tribunale di Caltanissetta.

I familiari della defunta avevano agito in giudizio nei confronti del dicastero della Salute per vedersi riconoscere il ristoro dei danni patiti dalla congiunta. In sede di merito era stato accertato che l’epatite da cui era affetta la signora, diagnosticatale nel 1992, fosse riconducibile a una trasfusione di sangue infetto effettuata in un nosocomio siciliano. La patologia si era poi aggravata in cirrosi e, quindi, in epatocarcinoma, portandola al decesso.

Nonostante il riconoscimento delle pretese risarcitorie da parte del Giudice e l’esecutività della pronuncia di primo grado, il Ministero, tuttavia, non aveva provveduto a liquidare loro la cifra stabilita. Da li la nuova azione legale dei parenti davanti al TAR  del capoluogo siciliano che, dopo l’udienza dello scorso 7 aprile, ha intimato il pagamento del risarcimento “entro 60 giorni dalla notifica” della decisione.

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