Nel caso in cui venga invocato il danno morale il danneggiato ha l’onere di allegare tutti gli elementi concreti  idonei a dimostrare la sofferenza di cui chiede il risarcimento

La vicenda trattata dal Tribunale di Torino (sentenza n. 4423 del 10 dicembre 2020), trae origine da un sinistro stradale.

Nello specifico, la donna rimasta danneggiata dal sinistro stradale provocato da un veicolo sconosciuto cita a giudizio l’Impresa assicuratrice designata per la Regione Piemonte dalla Consap al ristoro dei danni a carico del Fondo di Garanzia Vittime della Strada (FGVS).

Il Tribunale istruisce la causa attraverso CTU Medico-Legale e prove testimoniali e terminata la fase istruttoria ritiene fondata la richiesta risarcitoria avanzata.

Tenuto conto della misura del danno permanente biologico, dell’invalidità temporanea accertata dalla CTU Medico-Legale e dell’età dell’attrice al momento del sinistro, in applicazione delle Tabelle in uso presso il Tribunale di Milano, viene liquidato il risarcimento nell’importo di euro 125.630,00 a titolo di danno biologico e di euro 17.640,00 a titolo di invalidità temporanea, per l’importo complessivo di euro 143.270,00.

La danneggiata invoca anche l’applicazione della personalizzazione del danno e il danno morale.

Al riguardo, il Tribunale richiama la recente decisione della Suprema Corte (n. 25164/2020 già commentata su questo sito), e ritiene non applicabile nessuna personalizzazione.

La personalizzazione del danno può essere giustificata dal positivo accertamento di specifiche conseguenze eccezionali, ulteriori rispetto a quelle ordinariamente conseguenti alla menomazione, e dettagliatamente allegate dal danneggiato,  tali da incidere in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali obiettivamente accertabili.

Relativamente al danno morale viene ribadito che il danneggiato ha l’onere di allegare tutti gli elementi concreti  idonei a dimostrare la sofferenza di cui chiede il risarcimento.

Ad ogni modo, sottolinea il Tribunale, l’importo complessivamente liquidato a titolo di danno biologico è comprensivo sia della componente di cd. “danno biologico dinamico-relazionale” sia del “danno da (sola) sofferenza soggettiva interiore”.

La sofferenza soggettiva può ritenersi provata anche in via presuntiva, sulla scorta delle precise allegazioni della parte danneggiata.

Ciò è stato ampiamente confermato dalla CTU: la sofferenza derivante dal lungo periodo di malattia, di degenza e di riabilitazione e la consapevolezza delle importanti limitazioni funzionali, perduranti e non emendabili, conseguenti al sinistro.

L’importo liquidato, pertanto, è “del tutto coerente con la sofferenza soggettiva media riferibile all’età della vittima ed al suo grado di invalidità come accertato sulla base delle allegazioni e delle risultanze processuali”.

Avv. Emanuela Foligno

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