Presentati i dati della Relazione del Ministero della Salute sullo stato di attuazione della libera professione intramuraria

Nessuna Regione risulta adempiente su tutti gli indicatori considerati ma, in generale, pur con differenze tra le varie aziende, si registrano miglioramenti e buoni risultati su una serie di aspetti importanti quali la determinazione degli importi delle prestazioni con i dirigenti, l’adozione di misure volte a prevenire l’insorgenza del conflitto d’interessi, o l’impiego di mezzi che garantiscono la tracciabilità del pagamento delle prestazioni.

E’ quanto emerge dalla Relazione presentata in Parlamento sullo stato attuazione della libera professione intramuraria relativa all’anno 2014, messa a punto dal Ministero della Salute. Veneto e Valle d’Aosta si mostrano particolarmente virtuose con valori compresi tra il 90% e il 99%; le altre Regione si mantengono su una fascia di performance intermedia (tra il 51% e l’89%), mentre la maglia nera spetta al Molise con un’ adempienza pari al 41,7%. Il dato più critico riguarda la definizione dei volumi libero-professionali di attività, che non possono superare quelli istituzionali né prevedere un impegno orario superiore a quello contrattualmente dovuto; tra Regioni e Province autonome, solamente quattro hanno definito tali quantitativi in tutte le aziende sanitarie.

Tenendo conto dei soli indicatori regionali, sono sei gli Enti (Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Sardegna, Toscana e Veneto) che risultano totalmente adempienti, mentre considerando solo gli indicatori aziendali l’unica Regione a fare l’en plein è la Valle d’Aosta. Gli spazi interni per l’esercizio dell’intramoenia sono garantiti in tutte le aziende solamente in 5 Regioni; in tutti gli altri casi si ricorre ancora a spazi esterni (11 Regioni) o agli stessi studi privati collegati in rete (in 12 Regioni).

Il numero di medici che esercitano la libera professione intramuraria è passato dalle 59.000 unità del 2012, pari al 48% del totale medici, a 53.000 unità nel 2014, pari al 44% circa dei dirigenti medici Ssn. I ricavi, nel 2014, sono pari a 1,14 miliardi, in calo dello 0,7% rispetto al precedente anno.  Nel 2014, in media, nel Ssn il 48,7% dei dirigenti medici, a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo, ha esercitato la libera professione intramuraria con punte che superano quota 58% in Piemonte, Lazio, Liguria, Valle d’Aosta e Marche, mentre toccano valori minimi in Regioni come la Sardegna (29%), il Molise (30%) e la Provincia autonoma di Bolzano (18%). In generale, gran parte del su e delle Isole si colloca al di sotto della media nazionale.

La quota di medici che esercita la libera professione esclusivamente all’interno degli spazi aziendali è progressivamente cresciuta nell’ultimo triennio passando dal 59% del 2012 al 76% del 2014; di contro, la percentuale di intramoenia esercitata “esclusivamente” o “anche” al di fuori delle mura si è ridotta considerevolmente nello stesso arco temporale passando dal 40% al 24%. Infine, rispetto alle due settimane indice del 2014 monitorate il Rapporto evidenzia che il 64-67% delle prestazioni sono disponibili in meno di 10 giorni. Si è tendenzialmente abbassata la percentuale di ricorso all’intramoenia allargata (17% nel 2013, 16% nel 2014), mentre è aumentato il ricorso all’agenda gestita da Cup (77% delle prestazioni nel 2013 a fronte dell’81% registrato nel 2014).

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