Inapplicabile l’ammenda prevista dall’art. 731 del codice penale per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare del minore

Con la sentenza n. 23488/2020 la Suprema Corte si è pronunciata sul ricorso di una donna condannata alla pena di  30 euro di ammenda ritenendola colpevole del reato di cui all’art. 731 del codice penale (inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare del minore) per aver omesso, in qualità di genitore affidatario del figlio, nato 1’8.8.2001, di fargli impartire l’istruzione obbligatoria non avendo costui frequentato nell’anno 2015 l’Istituto comprensivo statale dove era stato iscritto.

L’imputata eccepiva che, attesa l’abrogazione dell’art.8 L. 759/1972 ad opera del d. Igs. 212/2010, il fatto non è più previsto dalla legge come reato, essendo venuto meno il riferimento normativo che consentiva di estendere la previsione dell’art. 731 cod. pen. alla violazione dell’obbligo di frequentare la scuola media inferiore.

La Cassazione ha effettivamente ritenuto di aderire all’argomentazione proposta, considerando il ricorso meritevole di accoglimento.

Gli Ermellini hanno infatti chiarito che l’inosservanza, da parte dell’esercente la potestà genitoriale, dell’obbligo di far frequentare al minore la scuola media inferiore non integra alcuna ipotesi di reato, in quanto il D.Lgs. 13 dicembre 2010, n. 212, all. I, parte 52, ha abrogato l’art. 8 della legge n. 1859 del 1962, che estendeva l’applicazione delle sanzioni previste per l’inadempimento dell’obbligo di istruzione elementare, di cui all’art. 731 cod. pen., anche alle violazioni dell’obbligo scolastico della scuola media.

L’estensione dell’obbligo scolastico, previsto secondo l’originaria disposizione del codice penale per il solo ciclo elementare, fino al conseguimento del diploma di licenza di scuola media (scuola secondaria di primo grado) o al compimento del quindicesimo anno di età se il minore dimostri dì aver osservato per almeno otto anni le norme sull’obbligo scolastico (comma 2), discende dall’art. 8 della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, che prevedeva al contempo l’applicabilità, in caso di violazione, delle “sanzioni previste dalle vigenti disposizioni per gli inadempimenti all’obbligo della istruzione elementare”.

Tuttavia, poiché tale norma non è allo stato non più vigente, a ragione la ricorrente contesta la condanna pronunciata dal Giudice di Pace nei suoi confronti: “secondo la normativa vigente l’inadempimento all’obbligo della frequentazione scolastica è infatti sanzionato esclusivamente nell’ipotesi originariamente prevista dall’art. 731 c.p., ovverosia limitatamente all’istruzione elementare”.

L’intervenuta abrogazione della previsione che consentiva di estendere l’applicabilità della norma codicistica alla violazione dell’obbligo scolastico relativo alla scuola media inferiore impone, conseguentemente, l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.

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