Borgese (Responsabile Nazionale 118 del Sindacato Medici Italiani): non escluse iniziative, anche legali, per tutelare i diritti dei medici del 118

“In Piemonte, in Campania, in Calabria, le regioni mortificano i medici del 118”. Ad affermarlo è  il Responsabile Nazionale 118 del Sindacato Medici Italiani, Maurizio Borgese, nel sottolineare alcuni gravi problemi di governance in relazione alla categoria, in tutto il Paese.

Ad esempio, nell’organigramma del 118 di Cuneo, in Piemonte, “ben 10 medici – evidenzia il rappresentante sindacale – passeranno da 38 a 24 ore lavorative/settimana (secondo il D.L. Calabria) con una grossa perdita salariale”. Il tutto nonostante “negli ultimi mesi siano stati pubblicati numerosi bandi per l’assunzione di nuovi medici in possesso dei requisiti indicati dall’Accordo Collettivo Nazionale, senza un adeguato riscontro di iscrizioni”.

Per il Sistema 118 di Cuneo si tratterebbe di una grande riduzione di ore lavorate dai medici d’urgenza, pari, nella sola provincia, a 600 ore mensili.  “Diventerebbe impossibile – afferma Borgese – assicurare la copertura medica finora garantita sulle ambulanze, portando alla de medicalizzazione di numerose MSA (mezzo di soccorso avanzato)”.

Ma la questione – l’esponente  dello SMI – non si fermerà solo a Cuneo. “Prevediamo l’estensione di tale problema, non solo a livello provinciale, bensì prima a quello Regionale, poi a quello Nazionale”.

Per questo lo SMI si batte affinché i medici entrati extra borsa con l’attuazione del “Decreto Calabria”, possano frequentare il corso MMG senza riduzione delle ore lavorative settimanali prevista da tale decreto.

In Campania, invece, per i circa 100 medici del 118 presenti in Regione è stata ipotizzata “la restituzione di somme che vanno dai 30.000 ai 60.000 euro se non di più a causa di un’indennità di 10.000 lire (oggi € 5.16) percepita per ogni ora di lavoro prestata, che risulta sparita dalle voci dei contratti successivi, negli ultimi 10 – 15 anni,  pur venendo pagata regolarmente”.

I lavoratori del 118, sottoposti a turni massacranti, impegnati in un lavoro complesso e difficile sotto il rischio di violenze e minacce quotidiane senza nessun turn-over dovrebbero, quindi, subire oggi anche la beffa di dover restituire denaro poiché, a detta della regione Campania, indebitamente percepito.

In Calabria infine, a Catanzaro e Crotone, “l’ASP – denuncia ancora Borgese – ha deciso di revocare 5,50 euro/h di indennità aggiuntiva per i medici del 118 con un attacco odioso ai diritti della professione”.

Il Sindacato Medici Italiani fa sapere che di non escludere iniziative, comprese quelle legali, per tutelare i diritti dei medici del 118 e il diritto alla salute dei cittadini

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