Omessa denuncia del sinistro stradale e implicazioni sulla richiesta di risarcimento (Cassazione civile, sez. VI, 11/04/2022, n.11656).

Omessa denuncia del sinistro stradale causato da veicolo ignoto non implica il rigetto del risarcimento e la sua presentazione non costituisce prova dell’accaduto.

In caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, l’omessa denuncia dell’accaduto all’autorità di polizia non è sufficiente, in sé, a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi della l. n. 990 del 1969, art. 19, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada; allo stesso modo, la presentazione di denuncia o querela contro ignoti non vale, di per sé, a dimostrare che il sinistro sia senz’altro accaduto. Entrambe le suddette circostanze possono, al più, costituire meri indizi dell’effettivo avveramento del sinistro: in tal senso si è pronunciata la Suprema Corte.

Il danneggiato citava a giudizio dinanzi il Tribunale di Palermo, Sezione distaccata di Carini, l’Assicurazione designata dal FGVS, chiedendo che fosse condannata al risarcimento dei danni subiti in un sinistro stradale provocato da un veicolo rimasto non identificato.

L’uomo, mentre percorreva, alla guida del suo motociclo, una strada urbana del Comune di Carini, veniva urtato da un ignoto automobilista a cadeva a terra riportando lesioni fisiche.

Il Tribunale, riconosciuto un concorso di colpa dell’attore nella misura del 25%, accoglieva la domanda e condannava la società convenuta al pagamento della somma di Euro 126.726,22.

La pronuncia è stata impugnata dalla società di assicurazione e la Corte d’Appello di Palermo, accoglieva l’appello principale e, in riforma della decisione di primo grado, ha rigettato la domanda del danneggiato, condannandolo alla restituzione della somma ricevuta ed alla rifusione delle spese dei due gradi di giudizio.

L’uomo ricorre in Cassazione lamentando che la sentenza impugnata avrebbe considerato un quadro normativo astratto, ritenendo erroneamente che l’omessa denuncia del sinistro all’Autorità fosse di per sé motivo sufficiente per rigettare la domanda di risarcimento dei danni.

Il motivo è inammissibile.

In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico.

Più in particolare, è stato anche affermato che in caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, l’omessa denuncia dell’accaduto all’autorità di polizia od inquirente non è sufficiente, in sé, a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 19, nei confronti dell’impresa designata dal FGVS; allo stesso modo, la presentazione di denuncia o querela contro ignoti non vale, di per sé, a dimostrare che il sinistro sia senz’altro accaduto. Entrambe le suddette circostanze possono, al più, costituire meri indizi dell’effettivo avveramento del sinistro.

La Corte d’Appello, con un accertamento motivato in modo congruo e privo di vizi logici, ha osservato che la dinamica del sinistro come descritta dall’attore non aveva trovato conferma nell’espletata istruttoria.

La sentenza, dopo aver rilevato la diversità tra il contenuto dell’atto di citazione e il verbale reso al Pronto Soccorso ospedaliero -dove si parlava solo di sbandamento della moto, senza alcun riferimento ad un veicolo non identificato – ha evidenziato che l’attore aveva anche fornito versioni contraddittorie dell’accaduto.

Oltre a questo, i Giudici di merito hanno osservato che l’unico testimone escusso non era da ritenere attendibile e che la omessa denuncia non costituisce specifico effetto probatorio.

In definitiva, la censura tende a riproporre il vizio di motivazione secondo una formulazione ormai non più vigente e sollecita un diverso e non consentito esame del merito.

Il ricorso viene dichiarato inammissibile.

La redazione giuridica

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