E’ illegittima la delibera assembleare che vieti il distacco o attribuisca spese al condomino che si distacchi dal riscaldamento centralizzato

La delibera assembleare non può addebitare ai condomini che non ne usufruiscano i costi relativi all’impianto di riscaldamento centralizzato, lo ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n.18131/2020.

Al condomino non può esser fatto divieto di rinunciare a usufruire dell’impianto di riscaldamento centralizzato, né tantomeno può essere costretto a sopportarne i costi quando non lo utilizzi e si sia staccato in modo tale da escludere il riallaccio anche futuro.

La Corte d’appello aveva ritenuto illegittimo il distaccamento da parte del condomino e il mancato collegamento alla caldaia condominiale al momento della sua sostituzione.

La Suprema Corte al contrario aveva considerato illegittima la pronuncia della corte territoriale nella parte in cui negava la possibilità di distaccarsi e riteneva altresì del tutto illegittima la disposizione del regolamento condominiale che vietava del tutto la possibilità di scelta.

La Cassazione spiega così: “il condomino rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale  anche quando sia stato autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità dall’impianto comune, atteso che l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, in caso di ripensamento riallacciare la propria unità immobiliare. Se tuttavia in seguito ad un intervento di sostituzione della caldaia dell’impianto termico centralizzato, il mancato allaccio di un singolo condomino non si intenda quale volontà unilaterale dello stesso di rinuncia o distacco, ma appaia quale conseguenza della impossibilità tecnica di fruizione del nuovo impianto condominiale  a vantaggio di una unità immobiliare, restando impedito altresì un eventuale futuro riallaccio, deve ritenersi che tale condomino non sia più titolare di alcun diritto di comproprietà sull’impianto, e non debba perciò nemmeno più partecipare ad alcuna spesa ad esso relativa…….”.

                                                               Avv. Claudia Poscia

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