evasione fiscale mediciCurarsi è un diritto e un dovere. Non sempre, però, questa formula risulta essere vincente e attuabile. Il costo dei farmaci e delle visite specialistiche, il più delle volte, risulta avere prezzi proibitivi come per le famiglie monoreddito. Figuriamoci per chi non ha un lavoro. Su questa linea viene in soccorso la sanità integrativa, come il ricorso alle assicurazioni private o a forme di mutualità volontaria.

Oggi sono stati presentati al Campus Bio-Medico di Roma i nuovi dati sulla sanità integrativa. All’indagine – via telematica – , hanno partecipato 119 assistiti e 32 Fondi di assistenza. Le domande sono state formulate con lo scopo di conoscere lo standard qualitativo, il livello delle strutture e l’importanza per la spesa e la prevenzione. Alla domanda “Quanto influisce nella scelta di una struttura sanitaria il livello di qualità offerto”, il 68% degli assistiti dichiara che il livello qualitativo è fondamentale, mentre per i Fondi Sanitari la risposta è del 50%. Cosa è importante che sia presente in struttura sanitaria? Per questa voce, l’indagine parla di pazienti che sono più orientati verso apparecchiature mediche moderne e all’avanguardia piuttosto che seguire la “fama” del medico o dell’equipe medica.

Interessanti risultano essere le risposte date dai due attori sulla mobilità di prestazioni  in altre strutture. Per i pazienti, risulta anche qui importante che la struttura “ospitante” abbia una strumentazione all’avanguardia (59%) e che abbia un numero corposo di casi di ricovero per quella patologia. Per i Fondi, invece, risulta essere necessario anche la fama del medico (53% fama equipe sanitaria, 38% visita specialistica con medico conosciuto).

Lo studio prevedeva anche delle domande somministrate solo agli assistiti sull’importanza del corretto stile di vita e della prevenzione oltre che sulla spesa annuale. Per quanto riguarda la prima domanda, il 49% degli intervistati ha affermato che è importante avere uno stile di vita sano, mentre il 42 % ha dichiarato di averlo già tutti i giorni. Sulla spesa annuale, il 61% ha dichiarato di voler spendere una somma che va dai 100 e i 500 euro (il 41% oltre i 500euro; il 20%dai 200 ai 500 euro; il 18%meno di 100 euro) Solo il 2% ha risposto di non essere disposto a pagare le prestazioni e il 14 % decide di affidarsi alle cure del Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto concerne i Fondi, considerando l’importanza di ridurre i rischi nell’assistito, è stato chiesto qual è la modalità di costruzione di una polizza. Il 43% ha risposto di impostare polizze per sesso e/o età dell’assistito, il 35% per percorsi diagnostici (es. diabete, fumatori, ecc.), mentre il 16% per patologie specifiche legate alle mansioni di lavoro.

Dallo studio emerge un livello di soddisfazione dell’utenza che supera la metà del campione intervistato (61%).  Per Gianluca Oricchio, Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, bisogna lavorare proprio su questa soddisfazione dell’utenza: Per garantire sostenibilità finanziaria al sistema occorrerà anche incentivare ancor più Fondi e Casse, nella consapevolezza che l’attuale deducibilità di 3.615 euro potrebbe non bastare più a fronte di un aumento della contribuzione, invitabile se la copertura assistenziale dovrà essere in futuro più estesa.

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