I camici bianchi sono finiti nel mirino della Procura di Agrigento per il decesso di una paziente di 69 anni morta dopo un intervento alla colecisti; chiesta l’archiviazione per altri 22 operatori sanitari iscritti nel registro degli indagati

La Procura di Agrigento si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per quattro medici dell’ospedale di Canicattì, accusati di omicidio colposo in relazione al decesso di una donna di 69 anni, morta dopo un intervento alla colecisti nel marzo del 2020.

La paziente – secondo l’ipotesi accusatoria – sarebbe finita sotto ai ferri nonostante un quadro clinico complesso dovuto ad un tumore che non sarebbe stato diagnosticato. Il tutto nonostante un “quadro chiaro” emerso dalla Tac. L’operazione, peraltro, le avrebbe provocato lesioni al fegato mortali.

Nonostante il trasferimento presso il nosocomio di Agrigento – in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute per shock settico e disfunzione multiorgano – la donna non ce l’aveva fatta.

L’inchiesta aveva visto l’iscrizione nel registro degli indagati di 26 persone. Nel mirino della magistratura, infatti, erano finiti anche i medici della struttura sanitaria del capoluogo di provincia siciliano. Il Pubblico ministero titolare del fascicolo, dopo aver esaminato le conclusioni della consulenza affidata a un medico legale, ha ritenuto di concentrarsi unicamente sulla condotta dei camici bianchi che avevano eseguito l’intervento. Per gli altri 22, quindi, a Canicattì. Per i professionisti rimanenti, invece, è stata richiesta l’archiviazione.

Gli indagati, ora, potranno presentare memorie, sollecitare nuove indagini o chiedere un interrogatorio al fine di scongiurare la richiesta di rinvio a giudizio.

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