È stato assolto dal reato di omicidio colposo il medico accusato di non aver effettuato le manovre di rianimazione su un paziente colpito da grave malore

Le esigue possibilità di sopravvivenza del paziente non hanno consentito di affermare che, se la condotta omissiva fosse stata posta in essere, l’evento non si sarebbe verificato con probabilità confinante con la certezza “né in considerazione del sapere scientifico né alla luce della caratterizzazione del fatto storico”.

La Corte d’appello di Roma, in riforma della pronuncia assolutoria di primo grado, aveva condannato un medico alla pena della reclusione di un anno, con i benefici della sospensione e della non menzione, e al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in favore della parti civili per il reato di omicidio colposo.

La vicenda

Intervenuto in via d’urgenza a seguito di un malore della vittima, secondo l’accusa, il medico avrebbe omesso di compiere tutte le manovre di rianimazione necessarie e ne avrebbe conseguentemente cagionato il decesso, verificatosi per “insufficienza cardiaca acutissima da miocardiosclerosi e stenosi di un ramo coronarico del ventricolo destro con aritmia, asistolia e ischemia miocardica per spasmo coronarico”.

Il giudice di primo grado era pervenuto alla pronuncia di assoluzione, ritenendo che il dottore fosse giunto sul posto dopo circa 20/25 minuti dalla chiamata, in un momento in cui il decesso della vittima era purtroppo già avvenuto (elettrocardiogramma piatti, assenza di parametri vitali, mitriasi fissa, perdita di urine e di feci … per mancanza di impulsi elettrici che arrivavano dal cuore) e che, quindi, la rianimazione non fosse stata effettuata conformemente ai protocolli nazionali ed internazionali.

La Corte d’appello aveva, invece, pronunciato sentenza di condanna ritenendo che l’autombulanza fosse pervenuta sul luogo circa 8 minuti dopo la chiamata e che, secondo quando riferito dalla convivente della vittima, poco prima l’uomo era cosciente e respirava, sebbene male, sicché, se fossero state effettuate procedure atte a mantenere una ossigenazione di emergenza, sarebbe stata scongiurata con buona possibilità la progressione irreversibile del danneggiamento dei tessuti e degli organi.

La pronuncia della Cassazione

La Quarta Sezione Penale della Cassazione (sentenza n. 41893/2019) ha annullato la decisone impugnata, assolvendo il medico dal reato a lui ascritto.

Da quanto accertato nel giudizio di merito, la totale assenza delle manovre rianimatorie privò la vittima della possibilità di sopravvivere, stimata in un arco tra il 2% e l’11% e, solo in caso di emersione di ritmo defibrillabile, di circa il 23% di tali chances.

Ebbene per i giudici della Suprema Corte viste le esigue percentuali di salvezza ricollegate al comportamento doveroso omesso del sanitario non era possibile “affermare che se tale condotta fosse stata tenuta l’evento non si sarebbe verificato con probabilità confinante con la certezza né in considerazione del sapere scientifico né alla luce della caratterizzazione del fatto storico”.

Il principio di diritto

È principio ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità quello secondo cui “il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, sicché esso è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta l’azione che sarebbe stata doverosa ed esclusa l’interferenza di decorsi causali alternativi, l’evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo ovvero avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva” (Sez. Un. n. 30328/2002).

In conclusione la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.

La redazione giuridica

Leggi anche:

SUSSISTE LA COLPA MEDICA SE IL PAZIENTE NON POTEVA SALVARSI?

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui