Il Sindacato Medici Italiani si rivolge alle Istituzioni chiedendo modifiche emergenziali e temporanee per i percorsi formativi di specializzandi e corsisti

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 09.03.2020 stabilisce che fino al 3 aprile 2020 sono sospese le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore. Sono invece esclusi dalla sospensione percorsi formativi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie.

Il Sindacato Medici Italiani, pur nella consapevolezza dell’importanza attribuita come professionisti dal Governo ai medici specializzandi e corsisti e pur riconoscendo l’imperativa necessità in questo momento storico di collaborare al mantenimento del SSN e al contenimento dell’emergenza, ritiene fondamentale rammentare l’estrema necessità di Dispositivi di protezione individuale (DPI) di cui anche i medici in formazione sono sprovvisti.

“In un contesto come quello che stiamo vivendo, infatti, la presenza dei DPI – si legge in una lettera indirizzata dalla Responsabile Area Formazione del Sindacato, Delia Epifani, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri della Salute e dell’Università e della Ricerca – deve essere garantita a tutti i medici che si trovano a contatto con pazienti potenzialmente infetti, sia per preservare l’incolumità dei medici stessi che per evitare di diventare vettori del virus. E’ chiaro che questo discorso vale per tutti i medici, a prescindere dal loro contratto professionale o formativo. Siamo consapevoli che, partendo dalla razionalizzazione delle risorse, come ben sappiamo esigue, si crei un ordine di priorità nella ricezione dei DPI”.

Per questo, quindi, lo SMI reputa opportune delle modifiche emergenziali e temporanee per i due percorsi formativi.

In particolare, per gli specializzandi, il Sindacato ritiene essenziale la fornitura dei DPI per poter continuare a svolgere la loro professione all’interno dei presidi ospedalieri, professione che è di carattere “assistenziale” come previsto dagli Artt. 37-38 del D. Lgs 368/99 e s.m.i..

Per i corsisti, invece, si ritiene utile, qualora dovesse persistere l’assenza di fornitura di DPI, la sospensione delle attività pratiche, in virtù del fatto che il loro tirocinio si configura come “attività clinica guidata”, come previsto all’Art. 26 co.2 del D. Lgs 368/99 e s.m.i..

I corsisti, quindi, qualora continuassero a frequentare i presidi ospedalieri senza DPI avrebbero maggior rischio di contagio, a fronte di un minor vantaggio formativo e generando solo un minimo supporto assistenziale, sia per i limiti imposti dal loro differente inquadramento legislativo rispetto a quello degli specializzandi, sia per l’impossibilità di ottenere una esperienza specialistica nei reparti in cui svolgono il tirocinio stesso; infatti tale competenza richiederebbe una curva di apprendimento di anni, e non certo di alcuni mesi.  A ciò si andrebbe ad aggiungere la riorganizzazione di alcuni presidi ospedalieri a seguito dell’emergenza, con la sospensione delle attività ambulatoriali programmate e, quindi, l’impossibilità di usufruire di un’opportunità formativa importante per il corsista.

“Sarebbe auspicabile, inoltre, che tale periodo di astensione dalle attività pratiche – prosegue lo SMI – non venga decurtato dai giorni di assenza giustificata, a parziale deroga del D.Lgs. 368/99 art. 24 e s.m.i., fermo restando l’obbligo di raggiungere il monte ore complessivo previsto dalla normativa vigente; riteniamo infatti che nell’attuale periodo di grave carenza di medici formati vada evitato ogni ritardo nella conclusione del triennio formativo”.

Menzione a parte – secondo il Sindacato – merita poi l’inizio delle attività formative per i medici che dovrebbero iniziare il CFSMG a breve. Tra questi, come previsto dalla normativa, ci sono alcuni laureati che non hanno ancora potuto sostenere l’esame di abilitazione. “Riteniamo che, in un contesto emergenziale, sia opportuno far iniziare il corso solo ed esclusivamente per ciò che concerne l’attività teorica, in modo da non incorrere in problemi di tipo assicurativo e non esporre a inutili rischi di contagio i colleghi che potranno recuperare le ore di tirocinio perse in un momento più consono”.

Per tutti i corsi, inoltre, lo SMI considera fondamentale la sospensione delle attività teoriche frontali e l’adozione di modalità di apprendimento a distanza, al fine di evitare assembramenti, come previsto dalla normativa vigente.

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