La procedura per l’approvazione del Decreto Cura-Italia chiude le porte, inoltre, anche un provvedimento in materia di contribuzione figurativa per il personale sanitario ospedaliero impiegato nei reparti di terapia intensiva a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

La decisione di porre la “fiducia” parlamentare al cosiddetto “Decreto Cura-Italia”, che il Governo ha preso d’imperio blindando in tal modo la propria chiusura ad ogni possibile compromesso sulle possibili modifiche, ha chiuso le porte agli emendamenti presentati, tra questi anche alcuni di particolare interesse per i Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza. A rimarcarlo è il sindacato rappresentativo di categoria, l’AAROI-EMAC.

Il riferimento, in particolare è a due emendamenti a firma dell’on. Tartaglione.

Il primo, nello specifico, prevedeva, per il personale sanitario ospedaliero impiegato nei reparti di terapia intensiva a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,  il riconoscimento, a fini pensionistici, di dodici mesi di contribuzione figurativa aggiuntiva alla gestione separata, nel limite di spesa di 1.000 milioni di euro per l’anno 2020. Il secondo, invece, inseriva il personale medico e sanitario impiegato presso i reparti di pronto soccorso delle strutture del Servizio Sanitario nazionale tra coloro cui si applicano le disposizioni in materia di lavoro usurante.

“Entrambi gli emendamenti, a favore dei quali esprimiamo il più grande apprezzamento per l’On. Tartaglione che ha avuto la sensibilità di presentarli, affrontavano – spiega Alessandro Vergallo, Presidente del Sindacato degli Anestesisti Rianimatori – questioni di grande importanza per i Medici rappresentati dall’AAROI-EMAC, protagonisti di questa emergenza sanitaria senza precedenti. Quello sul riconoscimento di “lavoro usurante”, in particolare, riguarda un tema su cui la nostra Associazione già in passato si è ampiamente battuta. È infatti innegabile che l’attività svolta da tutti gli Operatori Sanitari nelle Unità Operative Ospedaliere di Anestesia e Rianimazione e di Pronto Soccorso sia altamente usurante, a prescindere dall’immane impatto che soprattutto in queste due Aree, rivelatesi vere e proprie trincee di guerra contro il Coronavirus, è stato provocato dalla Pandemia Covid-19”

Per Vergallo è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti: “ai cosiddetti ‘Eroi’ – che peraltro non amano quest’appellativo che ormai rischia di suonare come una beffa – occorre dare un riconoscimento concreto e da tempo richiesto, il riconoscimento di lavoro usurante”.

L’AAROI-EMAC annuncia che proseguirà in questa battaglia a tutela di tutti i suoi iscritti, auspicando che la questione possa essere oggetto di uno dei prossimi provvedimenti con allargamento dell’ipotesi proposta nel Cura Italia a tutti gli Anestesisti Rianimatori e Medici di Emergenza-Urgenza.

“Il suggerimento che diamo a tutte le Forze Politiche, considerato il rischio che chiedere entrambe le cose (Contribuzione figurativa aggiuntiva di 12 mesi e Lavoro Usurante) per entrambi i settori di Anestesia e Rianimazione e di Pronto Soccorso porterebbe a duplice bocciatura parlamentare, causa probabili levate di scudi governative basate sugli eccessivi costi (come se il non aver saputo affrontare in anticipo proteggendo il Paese dalla Pandemia da Covid-19 non avesse già prodotto un costo sociale nazionale esorbitante!) è quello di lasciar perdere il 1° emendamento (1 anno di contribuzione figurativa per gli AR) e di puntare sul 2° (lavoro usurante) sia per Medici di PS sia per gli Anestesisti Rianimatori alla prima discussione parlamentare finalizzata all’emanazione – al più presto – di una prossima norma di legge a valenza nazionale. Ed è bene – conclude il Presidente AAROI-EMAC – che questo Governo ci ascolti, se non intende ritrovarsi, ad Emergenza Pandemia rientrata appena sotto il livello di guardia, con i cosiddetti ‘Eroi’ pronti a sguainare la spada di scioperi a raffica. Governo avvisato, mezzo salvato”.

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