Il camice bianco è stato ritenuto responsabile di quanto accaduto a una donna ridotta in stato vegetativo dal 2014 quando diede alla luce un bimbo con un parto cesareo. Assolto per non aver commesso il fatto un secondo professionista

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, ha condannato un ginecologo a un anno e otto mesi di reclusione previa concessione delle circostanze attenuanti generiche e beneficio condizionale della sospensione della pena. Il medico è stato riconosciuto colpevole di falso ideologico e lesioni nell’ambito del procedimento giudiziario che lo vedeva imputato per quanto accaduto nel maggio del 2014 all’ospedale di Catanzaro quando una donna entrò in coma dopo aver dato alla luce un bimbo con un parto cesareo. A distanza di sei anni la mamma, un’oncologa che non ha mai potuto abbracciare il suo piccolo, è ancora in stato vegetativo.

Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal Giudice il professionista avrebbe inserito nella cartella clinica della paziente situazioni che non si sarebbero realmente verificate e non avrebbe impedito all’anestesista in servizio, successivamente deceduta, di arrestare i macchinari che avrebbero provocato alla donna una ipossia irreversibile.

Assolto invece per non aver commesso il fatto un secondo imputato, un medico della Rianimazione. Per entrambi il Pubblico ministero aveva chiesto una pena di due anni e otto mesi. Una richiesta a cui si erano associati, tramite i propri legali, anche le parte civile, che ora attendono le motivazioni della sentenza, attesa entro 90 giorni. Nei loro confronti è stato disposto a carico del camice bianco condannato un risarcimento da quantificarsi in separata sede.

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