Il Tribunale di Roma ha inflitto una pena di un anno a un camice bianco accusato di aver prescritto a una neomamma una preparazione galenica contenente un farmaco psicoattivo della classe della amfetamine; da allora la donna vive semiparalizzata e ha perso l’uso della parola

Un anno di reclusione. E’ la pena inflitta in primo grado a un medico di Roma accusato di lesioni personali gravissime per aver prescritto nel 2014 a una neomamma delle pillole per dimagrire a base di fenilpropanolamina, farmaco psicoattivo della classe delle amfetamine.

Come riporta il Corriere della Sera la donna, reduce da un parto gemellare si era rivolta allo specialista per pianificare una dieta. Il camice bianco le avrebbe quindi indicato una preparazione galenica con proprietà anoressizzanti. Pochi minuti dopo aver ingerito la prima pillola, tuttavia, la paziente sarebbe stata colta da un ictus fulminante.

Da allora la donna vive semiparalizzata in un letto affetta da un’apatia celebrale; ha perso l’uso della parola e per comunicare ha necessità dell’ausilio di un tablet.

Nel 2018 ha avito inizio il processo nei confronti del professionista, in cui la vittima si è costituita parte civile. Nelle scorse ore è arrivato il verdetto del Tribunale che ha accolto la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico ministero. Secondo l’accusa la pillola poteva essere regolarmente prescritta solamente per scopi terapeutici e non per una dieta dimagrante. Invece, come indicato nel capo di imputazione il medico avrebbe prescritto “per uso non terapeutico una preparazione galenica magistrale contenente fenilpropanolamina, sostanza stupefacente in quanto classificata quale precursore di droga”. 

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