Una iniziativa pro medici e strutture sanitarie o pro cittadino danneggiato? Intento per estirpare la malasanità o esiste un altro nascosto obiettivo? Un argomento su cui riflettere.

Malasanità, che argomento pregnante per il cittadino!

Poveri medici e poveri avvocati la cui professionalità è minacciata da associazioni e società che fanno accaparramento di pratiche!

Malasanità, un falso problema che coinvolge, danneggiandoli, migliaia di poveri cittadini che non trovano bravi avvocati e medici legali o medici forensi per una vera tutela della salute, che al contrario è tutelata dagli ordini professionali.

Ancora una ipocrita difesa del cittadino danneggiato e dei medici: adesso si passa alle minacce, come se fino ad oggi le autorità competenti avessero “dormito”.

Ancora un “conato” insensato e cosciente di chi probabilmente non conosce bene il contenzioso medico legale in ambito sanitario.

Presupposti assurdi di chi non sa che per valutare la procedibilità di caso clinico finito a “schifio” (perdonate il dialetto ma calza bene), sia per le associazioni che per le società, così come per gli avvocati,  serve:

  1. l’attività di professionisti tutti iscritti ad albi professionali, quindi medici e avvocati;
  2. un tempo di studio consistente da parte di professionisti medici e avvocati;
  3. una attività sia stragiudiziale che giudiziale (e specialmente quest’ultima non può che essere fatta che da quei poveri avvocati che, chi si lamenta, vorrebbe proteggere dai famigerati accaparratori di pratiche).

Si parla sempre di Medicina Difensiva ma mai di “necessità di finanziare adeguatamente il sistema sanitario” per proporre cure e assistenza adeguate.

Che poi, come in tutte le attività, ci sia chi lavora male, non è una novità.

Esiste il muratore che fa disastri, esiste il medico che sbaglia, esiste l’ingegnere negligente, ma in comune esiste sempre il cittadino danneggiato che ha difficoltà a trovare chi lo “protegga” e lo assista, spesso per motivi economici.

Ma poi questi protettori delle professionalità altrui ci pensano che chi fa anticipazioni di capitali ha interessi principalmente propri affinché la domanda di risarcimento vada a buon fine per il cittadino danneggiato?

Ma di cosa stiamo parlando?

Leggere frasi come queste “…le prassi poste in essere da tali soggetti non garantiscono, in ogni caso, la qualità delle prestazioni, essendo improntate al raggiungimento dell’obiettivo meramente economico e non alla migliore tutela dei diritti e degli interessi del cittadino”, sbalordice chi come tra “tali soggetti” lavora con alta professionalità e con la coscienza morale sana di proteggere chi a loro si rivolge per la morte di un congiunto o per perdita parziale della propria salute psico-fisica.

Ben vengano i controlli sulla professionalità di tali enti e sui professionisti che lavorano con loro se lo fanno male, ma riflettete un attimo: questi “enti” non portano avanti attività in perdita, ma attività in utile e ciò significa che le valutazioni dei professionisti che con loro collaborano (medici e avvocati) hanno più volte ragione che torto. Non vi pare?

Oppure è proprio questo il problema?

Infine, preoccupiamoci anche dei professionisti medici, avvocati e dirigenti di azienda (cioè quelli che non lavorano con “questi enti”) che fanno male il loro lavoro e prendiamo provvedimenti adeguati alle conseguenze dannose che producono!

La malasanità e la mala-professionalità esistono e non va occultate, ma combattute da tutti e certo non con questi colpi di scena che la storia ha dimostrato essere inutili proclami.

Dr. Carmelo Galipò

(Specialista Medico Legale)

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