Tra le misure previste dal ddl Codice rosso aumentano le pene per i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking. Introdotto il reato di sfregio e un emendamento sul revenge porn

Con 380 voti favorevoli, nessun contrario e 92 astenuti è stato approvato alla Camera il ddl “Codice Rosso”. Ora il testo passerà all’esame del Senato. Il disegno di legge introduce una sorta di “corsia preferenziale” per le indagini riguardanti i reati di violenza domestica e di genere. La vittima sarà sentita entro poche ore, così da poter applicare subito, se è necessario, una misura cautelare nei confronti dell’indagato. L’obiettivo, tra l’altro, è quello di evitare che ipotesi di violenza sfocino in omicidi.
Il provvedimento prevede un aumento delle pene per i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, con misure cautelari che dureranno più a lungo, allo scopo di proteggere il più possibile la vittima. Per il reato di maltrattamenti, così come già per lo stalking, sarà inoltre possibile applicare le misure di controllo e prevenzione previste dal Codice Antimafia. Tra queste, ad esempio, la “sorveglianza speciale”.

In caso di omicidio, prevista l’applicazione dell’ergastolo sia se il colpevole conviveva con la vittima, sia se aveva solo una relazione stabile.

Inoltre, l’omicidio in questi casi sarà considerato comunque aggravato anche se il rapporto con la vittima era terminato nel frattempo.
Il ddl prevede poi l’introduzione del nuovo reato di deformazione del volto con l’acido o un qualsiasi altro sfregio permanente al viso di una donna con pene da 8 a 14 anni di carcere. Inoltre, se la vittima della deformazione viene uccisa, si applicherà sempre la pena dell’ergastolo.
Tra le altre novità, la nuova normativa stabilisce che eventuali provvedimenti di scarcerazione del condannato o del termine della misura cautelare debbano essere comunicati sempre alla persona offesa, anche quando questa non lo abbia richiesto.

Infine, è stato approvato all’unanimità un emendamento che introduce un nuovo articolo nel codice penale, il 613 ter, subito dopo il reato di stalking. Nello specifico, si introduce il reato di “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”.

L’articolo prevede che chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.
La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche se separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la querela è di sei mesi. La remissione della querela può’ essere soltanto processuale.
 
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