Secondo l’ipotesi accusatoria i camici bianchi avrebbero sottovalutato le condizioni critiche della paziente, morta per una trombo embolia polmonare dopo aver riportato la frattura di una vertebra

E’ in corso a Brescia in processo che vede imputati per omicidio colposo otto medici finiti a giudizio in seguito al decesso di una signora di 87 anni, morta per una trombo embolia polmonare nel settembre del 2016. La vicenda è riportata dal quotidiano Il Giorno.

La donna, come ricostruito dalla consulente medico legale del Pubblico ministero, era stata investita da un’automobile ed era caduta riportando la frattura della vertebra D7. Fino a quel giorno sarebbe stata autosufficiente.

Ricoverata all’ospedale di Esine sarebbe stata sottoposta ad accertamenti e al busto ortopedico. Durante il ricovero – spiega ancora l’esperta – avrebbe accusato dolori e occlusioni intestinali, per i quali sarebbero stati eseguiti radiografie e clisteri. Nonostante ciò la paziente avrebbe continuato ad essere sofferente e a presentare forti difficoltà motorie.

A metà settembre sarebbe stata dimessa e trasferita in una residenza per anziani a Bienno. Ciò nonostante versasse ancora – a detta del perito – in condizioni di debolezza, deficit di forze e di mobilità.

Nel giro di due settimane sopraggiunse il decesso causato, come ha appurato l’esame autoptico, da trombo embolia polmonare.

Una tragedia che, secondo il medico legale, sarebbe riconducibile alle condizioni di scarsa mobilità dovute alla frattura.

Il consulente -come riferisce il Giorno – ha evidenziato come, in base alle linee guida delle società scientifiche di ortopedici e internisti, l’anziana presentasse un fattore di rischio trombotico molto elevato (oltre sei punti). Sarebbe stato necessario, pertanto, applicare una profilassi anti trombotica che, invece, nelle cartelle cliniche non sarebbe indicata.

L’ipotesi accusatoria, dunque, è che i camici bianchi finiti a processo abbiano sottovalutato le condizioni in cui versava la donna, senza mettere in atto le misure necessarie di fronte a un quadro clinico caratterizzato da forti criticità. Il processo, in cui i parenti della vittima si sono costituiti parte civile, proseguirà a novembre.

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