Raggiunto un accordo stragiudiziale, sulla base di circa un milione di euro, tra la Asl di Teramo e i genitori di una bambina nata nel 2010 riportando gravissimi danni neuro motori a causa di un presunto parto ritardato. Per l’accusa il quadro clinico della gestante avrebbe dovuto indurre all’esecuzione di un parto in emergenza

La Asl di Teramo verserà circa un milione di euro a una coppia di genitori del capoluogo di provincia abruzzese, a titolo di risarcimento per i gravissimi danni neuro motori riportati alla nascita dalla loro bambina, a causa – secondo l’accusa – di un parto ritardato. Il contenzioso tra la famiglia e l’Azienda sanitaria – riferisce il Messaggero – si conclude con un accordo stragiudiziale tra le parti.

Sulla vicenda, risalente al 2010, la Procura di Teramo aveva aperto un’inchiesta che si era tuttavia conclusa con l’archiviazione della denuncia penale. I genitori hanno quindi deciso di agire sul fronte civile per vedersi riconoscere il ristoro dei danni patiti dalla figlia e nel 2019 è partita la causa.

In base all’ipotesi accusatoria – come riporta il Messaggero – il travaglio della mamma era stato troppo prolungato, nonostante gli esami clinici e diagnostici avessero evidenziato un quadro complessivo che consigliava altra dinamica sanitaria.

Secondo la ricostruzione fornita dai legali della famiglia, le transaminasi della gestante presentavano valori molto alti. Questo elemento, unitamente alla presenza di meconio nel liquido amniotico e ai tracciati cardiotocografici, molto preoccupanti per la sicurezza del feto, avrebbero dovuto indurre a una previsione di assistenza molto qualificata di professionisti sanitari esperti anche nella rianimazione neonatale ma soprattutto di un parto in emergenza.

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