Accolto il ricorso di un uomo ritenuto responsabile del reato di minaccia per la frase “se ti trovo da solo ti faccio vedere io come si trattano le persone come te”

Era stato condannato in sede di merito per i reati di ingiuria e minaccia per aver pronunciato nei confronti di due condomini la frase: “se ti trovo da solo ti faccio vedere io come si trattano le persone come te (…) vai subito a casa perché altrimenti ce n’è anche per te”.

L’uomo si era rivolto alla Suprema Corte lamentando vizio di motivazione in ordine al metodo di valutazione delle emergenze istruttorie e alla ritenuta sussistenza dei reati. A suo avviso, infatti, il giudice di primo grado aveva ricavato la prova delle ingiurie e delle minacce dall’attrito esistente tra imputato e persone offese per liti di vicinato. A tale caduta logica non aveva posto rimedio il giudice di appello che aveva confermato il giudizio senza fornire alcuna motivazione.

Il ricorrente evidenziava, invece, come proprio il contesto di annose diatribe tra vicini, nel quale si inseriva l’episodio in questione, rendeva palese l’insussistenza di quella carica di offensività e di intimidazione necessarie ai fini della integrazione dei reati in parola.

I Giudici Ermellini, con la sentenza n. 23558/2020, hanno effettivamente ritenuto di aderire alle argomentazioni proposte accogliendo il ricorso in quanto fondato.

Il giudice di primo grado, infatti, si era limitato ad affermare la sussistenza dei reati senza addurre congrui argomenti a sostegno del proprio personale convincimento, mentre quello di secondo grado aveva ripetuto “astratte formule di stile disancorate da un reale apprezzamento degli elementi del caso concreto non solo in punto di prova del fatto ma anche della sua effettiva riconducibilità al paradigma dell’art. 612 c.p.”.

Da lì la decisione di annullare la sentenza, con rinvio, per vizio di motivazione, sul capo relativo al reato di minaccia al giudice civile competente per valore in grado di appello.

La redazione giuridica

Hai vissuto una situazione simile? Scrivi per una consulenza gratuita a incidentistradali@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Estorsione continuata o truffa? Il punto della Cassazione

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui